La
situazione a Dresda prima dei bombardamenti.

La
vita prima dell’evacuazione in massa dei tedeschi orientali di fronte
all’avanzata sovietica contava circa 630000 abitanti. Era una delle più belle
città tedesche dell’epoca, edificata con spiccate forme architettoniche rococò
già durante il XVIII secolo fino a diventare l’"Atene" e la
"Firenze dell’Elba".
Di
fronte all’impressionante avanzata nell’est europeo dell’Armata Rossa
moltissimi tedeschi fuggirono inorriditi dalle loro case, anche a causa delle
violenze che i russi infliggevano ai civili che si rifiutavano di evacuare la
zona da loro abitata. E’ evidente nei russi il desiderio di vendicare la
distruzione del loro territorio ad opera delle Wermacht e contemporaneamente le
tante sofferenze patite dai civili russi: fucilazioni di massa, stupri, incendi
di interi villaggi, deportazione degli uomini nei lager, ecc.
L’affluenza
dei profughi verso Dresda aumentò quando i russi furono molto vicini al confine
con la Germania. Ben 5 milioni di tedeschi abbandonarono la propria casa tra il
gennaio e il febbraio ’45. In quel momento sembrò che tutta la Germania
orientale fosse perduta (Prussia e Slesia) e il centro più sicuro fosse Dresda
in Sassonia. In pochi mesi la popolazione a Dresda oscillò tra 1200000 e
1400000 unità.

Da
parte delle autorità tedesche e dei civili c’era l’illusione che Dresda non
sarebbe mai stata attaccata dal cielo a causa della quasi totale mancanza di
industrie che lavorassero per la guerra. Anche le bellezze architettoniche e i
tesori artistici sembravano fare di Dresda una realtà estranea alla guerra. Nei
mesi precedenti c’era stato solo un debole tentativo di distruggere l’area
industriale della città (7 ottobre ‘44). L’incursione aerea provocò 438
morti. Un’altra incursione aerea (16 gennaio ’45) aveva causato 376 vittime.
Tutto
questo spiega la totale mancanza della contraerea e di strutture di rifugio per
i civili in caso di attacco dal cielo. Ma il 13 febbraio alle ore 22 e 19 si
scatenò l’inferno nonostante in alcuni campi intorno alla città vi fossero
circa 26000 prigionieri di guerra di diverse nazionalità, tra cui molti
inglesi.
Aveva
così inizio l’operazione "thunderclap" (Colpo di tuono) con
l’obiettivo della "tempesta di fuoco" sulla città, ossia il
bombardamento con finalità terroristiche, voluto soprattutto da Churchill.