San
Giovanni, la chiesa più moderna della città è rimasta incompiuta
Singolare
per la sua architettura, ha avuto una storia tormentata. Il
progettista contesta la collocazione di una scultura che rischia
di essere rimossa.
La
chiesa più recente di Legnano, ma anche la più singolare per la
sua architettura avveniristica, è quella dedicata a San Giovanni
Battista, in via Liguria. Sorta come chiesa ausiliaria della parrocchiale
di San Paolo, in pratica è divenuta col tempo la chiesa principale
del quartiere per le sue dimensioni e per la maestosità delle
linee.
La costruzione di questa chiesa fu accompagnata da problemi di
carattere economico, ma ebbe anche un avvio tormentato, proprio
perché si discostava dai canoni tradizionali degli edifici sacri.
La firma del progetto è di un architetto autorevole e di grande
prestigio, Enrico Castiglioni di Busto Arsizio, lo stesso che
progettò l'edificio del centro parrocchiale di San Magno nella
piazza omonima. Castiglioni impostò questa chiesa con struttura
totalmente in cemento armato a vista.
All'interno si presenta come una successione di grandi volte a
vela, che si intersecano tra loro e vanno a costituire una navata
principale, alla cui sommità è posto un crocifisso; ai lati si
aprono navatelle più piccole unite tra loro da camminamenti e
scale che terminano in balconate sospese come matronei di medievale
memoria.
Il pavimento interno è costituito da piani inclinati, che si raccordano
in una sorta di platea, al centro della quale è posizionato l'altare
della mensa celebrativa il quale si offre da ogni lato alla vista
dell'assemblea dei fedeli. Tranne due rosoni con vetrata, uno
laterale all'altare, l'altro sulla parete opposta, la chiesa è
priva di finestre vere e proprie. La luce all'interno è indiretta
o filtrata da quinte abilmente posizionate ai lati della navata
e ricavate sempre nelle strutture in cemento armato a vista.
Un'alta fessura si diparte dall'altare - tabernacolo e taglia
l'intera parete: essa ha voluto rappresentare, secondo le intenzioni
del progettista, il mondo spaccato e diviso che la chiesa ricongiunge
nel suo anelito ecumenico.
L'aspetto di questa singolare casa di Dio è gradevole, ma dall'esterno
si stenta in un primo momento a riconoscere nella costruzione
una chiesa.
Il rione periferico di Legnano compreso tra via San Bernardino
e il confine territoriale di San Giorgio su Legnano, chiamato
"Il ponte", alla fine degli anni Sessanta fu caratterizzato da
numerosi nuovi insediamenti abitativi e l'allora prevosto mons.
Giuseppe Cantù d'accordo col parroco di San Paolo don Romeo Maggioni
decise di avviare la realizzazione della chiesa con l'idea di
dedicarla a San Giovanni Battista.
Consultata la Curia, si ebbe il via per la posa della prima pietra
su un terreno in precedenza acquistato a questo scopo. Alla cerimonia,
il 29 agosto 1971, intervenne l'arcivescovo Giovanni Colombo.
Nel
mese successivo furono gettate le fondamenta della nuova costruzione,
mai lavori, appaltati alla ditta Saredi, furono sospesi nel 1973
per motivi economici e ripresero soltanto due anni dopo, affidati
all'impresa Cartabia. Per sensibilizzare i fedeli del rione e
della parrocchia di San Paolo, non appena il tempio fu agibile,
con le rifiniture ancora da ultimare, vi si volle celebrare ugualmente
la prima messa il 5 ottobre 1975. L'edificio, sebbene rivoluzionario
nell'impostazione, ottenne un consenso popolare superiore alle
aspettative.
L'agibilità completa, con l'impianto di riscaldamento funzionante,
si ebbe in occasione della Pasqua dell'anno successivo, anche
se mancavano ancora il campanile ma soprattutto la totale copertura
dell'edificio, ancor oggi da costruire.
La chiesa di San Giovanni con il suo tormentato iter è rimasta
infatti in pratica incompleta e necessiterebbe di finiture e lavori
di risanamento e protezione abbastanza complessi e costosi.
Nel 1985, su iniziativa dell'allora parroco di San Paolo don Luigi
Mascheroni, fu realizzato il campanile, che attende ancora le
campane. Supplisce intanto un impianto di diffusione sonora.
Sulla balconata posta alla destra dell'altare maggiore è stata
collocata una statua della Vergine proveniente dalla cappella
dell'ex convitto della Manifattura di Legnano retto dalle suore
di Maria Ausiliatrice.
Nella parte opposta, una tela del pittore Francesco Raimondi (1988)
raffigura il battesimo di San Giovanni Battista.
La
statua del "Cristo la vita"
L'unica opera artistica di un certo valore, collocata all'interno
della chiesa, nell'aprile 1993, è dello scultore carrarese Nardo
Dunchi, ma ha trovato in pieno dissenso, per
le ragioni che vedremo, il progettista architetto Castiglioni
e probabilmente dovrà essere rimossa.
Dunchi aveva già realizzato alcune opere pregevoli al cimitero
- parco, situato nello stesso territorio della parrocchia di San
Paolo ma in quel luogo sacro mancava una cappella o comunque un
centro di culto.
Dunchi propose una scultura di grandi dimensioni in acciaio inossidabile
(circa 7 metri di altezza per 6 di larghezza) raffigurante un
Cristo a braccia aperte che è anche una croce: "Cristo la Vita",
l'aveva intitolata lo stesso autore.
La eccezionale fusione venne realizzata dalle fonderie Fias Roberto
Caironi srl di Gorla Minore e collocata al cimitero nel novembre
1992, presente il cardinale Martini.
Lo scultore aveva scolpito direttamente il modello destinato alla
fusione in legno duro africano. Ne scaturì una figura ieratica
del Cristo che sembra voler accogliere i fedeli in un abbraccio.
Si pensò così di utilizzare questo modello ligneo, come pala d'altare
nella chiesa di San Giovanni, collocandolo proprio davanti a quella
fessura che viene così schermata e alla quale l'arch. Castiglioni
aveva però dato un preciso significato.
Sempre del Dunchi è una scultura - formella, posta sulla parete
al lato destro dell'altare maggiore, ispirata a Gesù nei Getsèmani
e donata nel 1984 dalla famiglia Primerano.
Da
"La Martinella" n°7 - periodico della famiglia legnanese - autore:
Giorgio D'Ilario
|