Un
imponente Santuario nel rione di Mazzafame dedicato alla Vergine
degli orfani
Contiene
opere d'arte ispirate al Mater Orphanorum e a S. Girolamo Emiliani,
fondatore dell'ordine dei Somaschi.
La
donazione da parte del comm. Augusto Barlocco di un vasto terreno
di oltre diecimila metri quadrati nel rione di Mazzafame, sul
lato destro di via Ciro Menotti, rese possibile il decollo di
una grande istituzione religiosa e sociale. Il 20 settembre 1951
poteva infatti essere inaugurata la prima costruzione del villaggio
dell'Opera Mater Orphanorum istituita, in una casa presa in affitto
a Castelletto di Cuggiono, l'8 settembre 1945 dal padre somasco
don Antonio Rocco. Il sacerdote, nello spirito del fondatore della
congregazione, san Girolamo Emiliani, si prefiggeva l'accoglienza
e l'assistenza di povere fanciulle orfane. Accanto all'istituto
si pensò così di realizzare un santuario che potesse servire a
questa comunità ma anche gli abitanti del territorio circostante.
Fu incaricato del progetto l'architetto milanese Emilio Tenca.
La prima pietra fu posta il 26 settembre 1954 dal vicario arcivescovile
mons. Giuseppe Schiavini e si decise di dedicare il tempio , primo
in Italia, alla Beata Vergine madre degli orfani. I lavori procedettero
spediti, tanto che il 4 dicembre 1955 il cardinale Montini, arcivescovo
di Milano, benedisse il santuario. Il
1° maggio 1958 il vescovo di Lourdes mons. Pietro Maria Thèas
donò alla Mater Orphanorum un frammento di roccia della grotta
in occasione del centenario delle gloriose apparizioni il santuario
fu consacrato con una solenne cerimonia il 29 ottobre 1995 dal
cardinale Carlo Maria Martini nel 50° anniversario della pia associazione
laicale religiosa Mater Orphanorum, che nel frattempo aveva ampliato
il suo villaggio accogliendo, oltre alle orfanelle, anche anziane
nella casa di riposo Padre Pio. La benemerita Opera, oltre alla
Procura Generale a Roma e la direzione a Milano, attualmente ha
8 istituti in Italia, 6 nel centro e Sud America e una in Africa.
La congregazione delle oblate della Mater Orphanorum ebbe nel
1985 il decreto di riconoscimento di ente di diritto pontificio.
La chiesa presenta linee architettoniche sobrie con mattoni a
vista e una originale facciata con pronao movimentato da tre archi.L'interno
è una sola navata che termina con una grande nicchia absidale
in mosaico che fa sfondo all'altare e richiama un cielo stellato.
Nella fascia interna dell'arco che delimita la nicchia sono raffigurati
in quindici scene i misteri del Santo Rosario affrescati dal pittore
comasco Conconi. La pala d'altare è costituita da un dipinto su
tela, suggerito da Padre Rocca fin dal 1942 e realizzato tre anni
dopo dal pittore Bonaventura Veneziani; raffigura la Madonna circondata
da orfani con San Girolamo Emiliani inginocchiato in atto di preghiera.
Dello stesso autore è un altro pregevole dipinto posto nella prima
cappella di sinistra per chi entra. Nella duplice simbologia esso
rappresenta, nella parte superiore, la chiesa portante con al
centro la Madonna, mediatrice universale di tutte le grazie, circondata
da angeli e santi; nella parte inferiore le chiesa militante guidata
da Papa Pio XII, l'autore ha inserito nella tela, oltre a padre
Rocco, anche alcuni personaggi laici di Legnano, benefattori dell'Opera
Mater Orphanorum. Nelle altre due cappelle di destra, rispetto
all'altare, sono collocate tele che ritraggono San Giuseppe e
San Antonio, eseguite enl 1958 da Mosè Turri junior. Un altro
dipinto di questo autore (la Vergine col Bambino) si trova in
sacrestia.
Sulla parte posta a destra dell'altare a lato della porta della
sacrestia, si può ammirare anche una tela del '600 di ignoto,
pervenuta in dono al santuario che raffiguara la Regina del Santo
Rosario con Santa Caterina, San Domenico e Pio V. Sulla parete
di fondo ai due lati dell'ingrasso si trovano dipinti dei pittori
Ardinghi (1961) e del greco Kiorens (1928).
Il
soffitto della chiesa è decorato, con la tecnica a graffito, e
raffigura un maestoso trionfo di angeli.
Di un certo pregio artistico è anche il portale in bronzo, opera
dello scultore Alberto Ceppi di Meda, inaugurato il 29 settembre
1996.Sul battente di destra la Vergine degli orfani con un gruppo
di bimbi e in alto lo stemma dei padri somaschi; sull'altro battente
San Girolamo Emiliani, fondatore nel 1528, dell'Ordine dei servi
dei poveri, poi chiamati somaschi. Di epoca più recente(giugno
1976) rispetto alla costruzione del tempio e di linee ardite che
ben si armonizzano col santuario, è il maestoso campanile di 42
metri in cemento a vista. Volutamente il progettista, architetto
della chiesa Emilio Tenca, lo stesso autore della chiesa, non
volle inglobarlo nell'edificio sacro, ma lo ha fatto innalzare
isolato a ovest. La croce di ferro e rame che sovrasta il campanile,
alta due metri e 20, fu eseguita su disegno dello scultore Ezio
Asnaghi di Milano. Ai piedi del campanile è collocato un gruppo
di bronzo "Madonna con San Girolamo", opera dello stesso Asnaghi.
Nel 1977 sono state fuse per la cella campanaria sette campane,
opere artistiche dello scultore Ettore Marinelli, titolare anche
dell'omonima pontificia fonderia. Ciascuna campana è corredata
di immagini e simboli pertinenti. Il campanone riproduce il quadro
del Veneziani che domina l'altare maggiore, le altre campane rispettivamente
sono dedicate a San Girolamo Emiliani, al Concilio Vaticano II,
all'Anno Santo 1975, a San Giuseppe, a Santa Teresa del Bambino
Gesù e l'ultima ai Santi angeli custodi.
La consacrazione delle campane è avvenuata il 16 marzo 1979 da
parte del cardinale mon.Giovanni Colombo. Questo tempio (il solo
della città di Legnano in cui le Messe si celebrano in rito romano)
ha assolto per 35 anni il ruolo di unico ruolo di culto per il
vasto quartiere Mazzafame, prima che fosse ultimata nel 1990,
la chiesa della nuova parrochia dedicata al beato Cardinale Ferrari.
L'oratorio
di Santa Teresa d'Avila
Fino al 1955, per le funzioni religiose, il popoloso rione faceva capo
alla chiesa parrocchiale dei Santi Martiri e all'oratorio di Santa
Teresa d'Avila. Quest'ultimo edificato nel 1779 sul lato destro
dell'antichissima cascina Mazzafame, è di piccole dimensioni (circa
11 metri x 6) e ha i muri perimetrali esterni di semplice intonaco.
All'interno è ben conservato il soffitto a cassattoni. La parete
dell'altare reca affreschi di Antonio Turri eseguiti nel 1836:
la gloria della Vergine e ai lati San Carlo e San Rocco. Vi si
conservano inoltre alcuni dipinti di buona scuola, come la pala
d'altare riproducendo lo svenimento delle santa, colpita dalla
freccia infuocata partita dal crocifisso, una tela che raffiguara
San Carlo e un'altra di grande dimensione, alla destra dell'altare
ispirata a San Girolamo. Opera pregevole è anche un crocifisso
ligneo di autore ignoto del 1700. La chiesetta che è privata e
affidata a un gruppo di preghiera e di devozione alla Vergine,
fu sommariamente restaurata nel 1937 e con maggior cura nel 1964
dai coniugi Caterina e Ugo Sesler.
Da
"La Martinella" n°1- periodico della famiglia legnanese - autore:
Giorgio D'Ilario
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