Cappelle
gentilizie in residenze private e un istituto religioso

La
più antica è quella del castello visconteo.
Le altre tre sono aperte parzialmente al pubblico.
Esaurite
nella nostra trattazione le chiese parrocchiali e ausiliarie di
Legnano, ci occuperemo ora, in due puntate,
delle cappelle gentilizie o private ancora esistenti nella nostra
città e che sano una dozzina.
Cominciamo dalla più antica, quel la annessa al castello visconteo
Legnano, intitolata a S. Giorgio, anche se, come vedremo, qualche
documento antico la menziona con altre denominazioni. Afferma
infatti Marco Turri in "Profilo storico della Città di Legnano":
Tutto ci porta a credere che la chiesina del Castello, con quegli
strani ambienti contorti e vecchissimi che le stanno a fianco,
sia risorta nel 144° sulle fondazioni dell'antico convento di
S. Giorgio, esistente prima del 1231 da lungo tempo disatteso.
Gli Agostiniani infatti lo avevano abbandonato nel 1262 a causa
della prepotenza dei Torriani. Se i Torriani avessero aperto al
culto o utilizzato la chiesa, è difficile dirlo, ma certamente
lo dovette fare Ottone Visconti in quanto come sacerdote aveva
necessità di un oratorio. Questo luogo di culto del castello visconteo
è citato in un documento datato 1580. che lo definisce appunto
"oratorio di S. Maiolo" (che era abate di Cluny).
In documenti successivi del 1686 e 1779 la chiesa é menzionata
col nome di S. Giorgio. Nel 1845 gli elenchi delle chiese di Legnano
la riportano ancora una volta col nome cambiato di S. Angelo.
Questo disordine di varie dedicazioni attribuite alla chiesina
è tuttavia indice del fatto che la stessa fosse utilizzata. Nel
pavimento della chiesa, abbastanza angusta, uno dei proprietari
del castello si era fatto seppellire già attorno al 1450. La tomba
di 0,70 x 2 metri conteneva pochi resti ossei, alcuni brandelli
di stoffa e una ciotola con 74 monete bronzee, più due d'argento.
Dalla data delle monete si può ipotizzare che il defunto fosse
Maffiolo Lampugnani o il figlio di costui, Giovanni Andrea, che
alla morte del padre affiancò lo zio Oldrado II nella conduzione
del castello. Giovanni Andrea farà anche apporre le iniziali del
suo nome sullo stemma marmoreo ancor oggi esistente nel torrione
centrale. La chiesina era quindi usata fin da allora quale oratorio
privato e tomba di famiglia, come comprovano le iscrizioni tombali
rimaste dell'antica cappella pur dopo il rifacimento delle volte
e della facciata, nel 1800, per mano dei Cornaggia. Unico quadro
presente nella chiesa era una tela ovale, con un San Giorgio a
cavallo, di fattura piuttosto rozza, risalente agli inizi del
XIX secolo. Tutti gli altri arredi e ornamenti, compreso l'altare
e le balaustre in marmo scolpito, sono andate disperse o asportate,
così come l'antica cappella del piccolo campanile inglobato nell'edificio.
Le
cappelle della case Morganti e Mocchetti
In alcune case patrizie di Legnano ancora esistenti, siano esse
state residenze permanenti o solo sedi estive di famiglie milanesi,
sono, rimaste alcune cappelle gentilizie.
E' il caso di casa Morganti sulla sommità di via Canazza dove
esiste un piccolo luogo di culto che era sicuramente operante
fin dal XVIII secolo. Dai documenti in possesso della famiglia
Morganti, risulta infatti che nell'ambito della residenza patrizia
vivesse nel '700 anche una modesta comunità di monache che si
avvaleva della cappella. La chiesina è dedicata alla Madonna Assunta,
effigiata in un quadro collocato a mo' di pala d'altare. La cappella
di 4 metri per 7,5 si trova sulla destra del cortile d'ingresso
alla residenza dei Morganti ed ha sul tetto un piccolo arco con
una campana, il che fa ritenere fosse utilizzata anche dagli abitanti
dell'antica Cascina Canazza per funzioni religiose domenicali
o di solennità particolari come la festa dell'Assunzione, che
ricorre il 15 agosto. Il 19 di tale mese nel 1899, esattamente
il sabato successivo alla solennità dell'Assunta, si ebbe anche
una illustre visita, quella del cardinale Andrea Ferrari, come
attesta una lapide collocata sulla destra dell'altare. Un'altra
targa marmorea ricorda la visita, nel luglio 1934, del cardinale
Schuster. Nella cappella vi sono infine un dipinto con l'effige
della Madonna, firmato dal pittore E. Tomiolo, datato 1982 e un'antica
formella in pietra con altorilievo della Vergine con bambino.
Pregevole è anche la balaustra in marino rosa. La famiglia Morganti,
che oggi ha come discendenti noti architetti esercitanti a Milano,
era inserita nell'Ottocento anche nella vita politica e amministrativa
di Legnano: Anselmo Morganti fu sindaco di questo Comune due volte:
nel 1865 e dal 1871 al 1874.
La terza cappella gentilizia, degna di nota, è quella di casa
Mocchetti situata in via Bramante, angolo via
Dante. Fu costruita nel 1932 su progetto dell'architetto Giorgio
Laneve per iniziativa di Carlo Mocchetti, la cui nipote Orsolina,
suora laica, abitò per molti anni nell'attigua residenza. L'aula
interna della chiesa - oratorio è rettangolare e ha un soffitto
a cassettoni ben conservato. A destra dell'altare, che è in marmo
bianco finemente scolpito, un piccolo vano funge da sacrestia.
Sopra il tabernacolo come pala d'altare vi è un pregevole mosaico,
raffigurante la Madonna del Buon Consiglio, alla quale il tempietto
è dedicato. Le pareti sono affrescate e ornate da quattordici
medaglioni con simboli sacri, opera di un pittore varesino, e
da una Via Crucis in legno, scolpita da un artigiano dell'Alto
Adige. Sulla sommità della cornice architettonica in corrispondenza
della balaustra è appesa una croce lobata del Carroccio, in legno
e con cinque elementi modellati in formelle di gesso, sulle quali
era stato riportato uno strato di rame brunito e dorato. Si tratta
della prima copia dell'originale conservato nel Duomo di Milano,
eseguita nel 1934 su disegno del pittore Gersam Turri , ma non
per perfettamente riuscita nell'esecuzione.
Quando, due anni dopo, il comitato organizzatore della Sagra del
Carroccio affidò all'artigiano legnanese Luigi Sai l'incarico
di un completo rifacimento del sacro simbolo, stavolta in sbalzo
di rame, Pino Mocchetti, che in quell'anno era capitano della
contrada di Legnarello, sostenne quasi tutto l'onere della realizzazione
e ritirò la vecchia copia per collocarla appunto nella chiesina
di via Bramante.
La
cappella dell'istituto Barbara Melzi
Esisteva nell'interno della Casa di Legnanello delle suore Canossiane
fin dal 1850, quando cioè la comunità fu fondata.
La cappella era situata alla sinistra dell'ingresso principale,
prospiciente il Sempione in un locale con soffitto a cassettone
e aveva due finestroni che si affacciavano sull'arteria stessa.
L'aumento del traffico, e il conseguente disturbo alle funzioni
religiose, indussero a prevederne lo spostamento all'inizio degli
anni Cinquanta.
Si decise così di trasformare due ampie sale interne, ricavando
una chiesina di 90 posti. Il 22 febbraio 1952 mons. Carlo Pirelli,
alla presenza anche di mons. Luigi Carlo Borromeo, vescovo ausiliario
di Lodi, poté consacrare l'altare della nuova cappella dedicandola
alla fondatrice delle Canossiane, Maddalena di Canossa. La vetrata
dell'abside rappresenta Maria Santissima che accoglie sotto il
suo manto Madre Maddalena e donna Barbara Melzi. L'arch. Tonacca,
che aveva curato il progetto, volle inserire anche una cupola
per dare maggior luce all'altare. Il 6 marzo dello stesso anno
fu benedetta da mons. Buttafava un'artistica Via Crucis in legno
scolpito e intarsiato, opera di una Madre canossiana. Successivamente
furono aggiunti un grande quadro di circa 4 x 4 metri ispirato
alla cena di Emmaus e due altre tele, ai lati dell'altare, raffiguranti
rispettivamente il sacro cuore di Gesù e di Maria, tutte realizzate
dal pittore Moscatelli. La cappella viene utilizzata, oltre che
per le funzioni religiose della stessa comunità e delle varie
scuole dell'Istituto, anche per gruppi di preghiera e di lavoro.
Il 27 marzo 1957 mons. Montini, arcivescovo di Milano, effettuò
una visita alla cappella, come attesta una targa murata.
Da
"La Martinella" n°1/2 - periodico della famiglia legnanese - autore:
Giorgio D'Ilario
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