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PERIODICO DI INFORMAZIONE ECULTURA DELLA FAMIGLIA LEGNANESE
 


Dove sorgeva l'antico convento Sant'Angelo fu costruita la scuola elementare Mazzini Edificato tra il 1468 e 1471, fu soppresso con decreto di Napoleone I all'inizio dell'Ottocento

Tra i conventi non più esistenti, ma che hanno avuto in altri tempi un ruolo importante nella vita religiosa, ma anche culturale di Legnano, anche quello conosciuto col nome di Sant'Angelo, con chiesa annessa, era nato nel segno della munificenza dei nobili Vismara. La data di costruzione è attestata da una lapide, conservata nel Museo Civico, che reca la seguente iscrizione in carattere gotico: "1468 - Questo loco de frati minori he intitulato S.ta Maria deli Angioli. Soli Deo honor et gloria"
Le origini di questa istituzione religiosa sono annotate dal prevosto Agostino Pozzo nella sua "Storia delle chiese di Legnano" del 1650. Bonifacio Vismara nel suo testamento datato 3 febbraio 1432 dispose di erigere una chiesa con annesso convento da destinare ai Frati Minori Osservanti Francescani.
Il testatore destinò allo scopo una casa con giardino e chiosco in prossimità del monastero di Santa Chiara, ma il luogo non fu giudicato idoneo e la realizzazione fu differita. Rodolfo Vismara volle però rispettare la volontà del padre e destinò un'area di 37 pertiche fuori di Legnano sulla strada che conduce a Castellanza, sulla sponda destra del fiume Olona. Ottenuta la "lettera di patente et privilegio" da parte del duca Galeazzo Maria Sforza, nel suddetto anno 1468 iniziò la costruzione del convento, su disegni di Padre Angelo da Besana, che si ritiene autore anche degli affreschi sul muro di cinta del convento rappresentanti la Passione di Nostro Signore. Un manipolo di religiosi, diretti dal Beato padre Michele Carcano, si dedicò materialmente ai lavori, adattando alle future necessità anche l'orto, il giardino e il bosco. Necessitando acqua per irrigare e per gli altri futuri usi del Convento, i frati chiesero ed ottennero, in data 14 agosto 1470, anche la concessione ducale di derivare una roggia dal fiume Olona. Una scuola di filosofia nel convento Il 1° maggio del 1471 il vicario generale di Milano dei Frati Osservanti, Pino Asti, consegnò convento e chiesa al vicario provinciale Cristoforo Picinelli di Varese. La denominazione originaria era Santa Maria degli Angioli, ma il nome poi fu abbreviato in Convento Sant'Angelo. In esso si trasferì così una comunità di 18 religiosi, che completò questa opera e iniziò una intensa attività di apostolato e di istruzione religiosa. I loro successori infatti ampliarono i servizi e la consistenza del convento, istituendo anche una scuola di filosofia con annessa biblioteca ricca di libri specifici per questi studi.
Nel 1610 fu inaugurato un ampio refettorio; tra il 1668 ed 1689 la chiesa fu trasformata, forse perché in precarie condizioni, e furono aggiunte opere in stile barocco. Purtroppo in questa fase fu anche abbattuto il muro di recinzione con i pregevoli affreschi di cui si è detto. Una radicale trasformazione con la ricostruzione di nuovi locali più vasti ed arieggiati, subisce anche il convento dal 1702 al 1724. In quest'ultimo anno una relazione per l'Arcivescovado milanese a firma dei padri Zaccaria e Giovan Mario ci fornisce notizie sullo stato del convento: "E' grande 78 pertiche, compresi, chiesa, clausura, orto, prato e piazza; è capace di 27 religiosi e ha sei stanze per forestieri. E' ben provveduto di lana e di lino; vi è scuola di filosofia e libreria con libri in quantità e qualità". La chiesa, che stando ad un acquerello del Pirovano doveva avere anche un pronao di stile trecentesco, fu abbattuta all'inizio dell'Ottocento.

La soppressione

I sintomi di una imminente soppressione del convento si ebbero già verso la fine del 700. Nel 1797, infatti, il Governo volle conoscere lo stato economico dell'istituzione che risultò in passivo di L. 5.660 ed in attivo di L. 5685.
La comunità di Legnano, a questo punto, temendo la soppressione del convento ricorse, nel giugno 1798, al Direttorio esecutivo della Repubblica Cisalpina per salvare lo sorti di Sant'Angelo, sostenendo la sua pubblica utilità. La petizione ebbe solo un effetto momentaneo di dilazione. Un decreto di Napoleone I datato 8 giugno 1805 concentrò i religiosi in altri conventi minori Osservanti del Milanese ed il Governo si impossessò del convento. Al 12 novembre dello stesso anno fece una perizia con la quale valutò L. 15.761,43 il fondo rustico in L. 36.683,93. Il demanio il 6 marzo 1806 ne affidò l'investitura a Giorgio Battuet per un canone annuo di L. 1.605,17 come risulta dall'atto del notaio Gian Battista Piva di Milano. Il Battuet ottenne l'autorizzazione a demolire la chiesa e utilizzarne i materiali relativi.
Antonio Marocco, volendo trasformare il convento per installarvi una conceria di pelli, nell'agosto del 1807 acquistò dal demanio, al prezzo di L. 38.000, l'ex convento, mentre il Battuet rinunciò ad ogni diritto sull'immobile.
Successivamente la proprietà passò a Pietro Negroni e poi all'ing. Michele Calderini per 90 mila lire, il quale istituì nell'ex convento un collegio maschile, affidandone la direzione a sacerdoti. Questa istituzione scolastica operò per 42 anni.
Il Calderini divenne poi capo della rappresentanza comunale di Legnano e la proprietà fu ceduta nel 1896 al prezzo di 70 mila lire al Comune per farne sede stabile di una scuola elementare, l'attuale Mazzini, ricostruita poi completamente nel 1967.


Da "La Martinella" n°9 - periodico della famiglia legnanese - autore: Giorgio D'Ilario