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PERIODICO DI INFORMAZIONE ECULTURA DELLA FAMIGLIA LEGNANESE
 

Tre accoglienti cappelle e una chiesa a Legnano Nell'ambito dell'Azienda Ospedaliera
Sono a disposizione di tutti i degenti e del personale sanitario.

La cappella dell'ala est dell'ospedaleE'stata ricuperata negli anni Novanta la graziosa cappella intitolata a Maria Madre dell'Amore al Centro Socio-educativo per handicappati gravi.
Era stata realizzata nel 1923 quando fu costruito il complesso dell'ex Sanatorio Regina Elena e ubicata nel seminterrato dell'edificio principale. Era stata utilizzata regolarmente per le funzioni religiose degli ammalati e conservata anche quando la struttura mutò destinazione.
Nel settembre 1976 l'allora Giunta comunale a maggioranza socialcomunista, con una decisione improvvisa ed incomprensibile, la fece smantellare, con materiale distruzione delle balaustre e dell'altare in marmo con stucchi in gesso, degli ornamenti decorativi delle pareti e del soffitto.
Nel seminterrato dell'edificio era stata ubicata la cucina della mensa scolastica centralizzata e nel locale della cappella, così avventatamente eliminata, fu sistemata la dispensa. Sparirono anche una tela della Madonna col Bambino, i lampadari di cristallo di Boemia e la via Crucis. In tempi successivi, nell'ex sanatorio, l'Ussl che aveva avuto l'intero complesso in gestione, utilizzò l'edificio come sede del centro socio-educativo per handicappati gravi ma la ex cappella restò ancora per un ventennio in abbandono.
Nel 1997, su fattivo interessamento del presidente dell'Anffas dottor Flavio Barello e con la piena disponibilità dei nuovi dirigenti dell'azienda ospedaliera di Legnano, furono iniziati i lavori di ricupero e restauro della cappella.
Il sostegno finanziario fu assicurato dai Lions Club Legnano Carroccio e Lugano.
Dopo un anno di opere, il risultato si rilevò ottimo tanto che il 10 maggio 1998 il prevosto di Legnano mons. Adriano Caprioli poté inaugurare e benedire la chiesina, dedicata a Maria Madre dell'amore. Dietro l'altare é stato collocato un bel quadro della Vergine, realizzato da Alessandra Donelli, mentre altri artisti hanno collaborato a questo ricupero: Maria Luisa Zappi l'autrice delle vetrate decorate del portale d'ingresso e della parete di fondo con due maestosi angeli, vetrate che danno luce all'ambiente. Della pittrice Zappi é anche la nuova Via Crucis in gesso.
Un'altra Via Crucis con le stazioni dipinte su legno, opera molto originale e pregevole di Claudia Turconi, date le caratteristiche della nuova cappella non ha potuto trovare posto nella stessa ed é stata collocata nel corridoio d'ingresso che artisticamente l'Ussl 34 aveva voluto ripristinare. Antonio Luraghi, infine, si é occupato del restauro e parziale rifacimento di una tela di grandi dimensioni, a firma del pittore Bianchi, realizzata nel 1952, che ritrae una crocifissione. Alla destra dell'altare é collocato un crocifisso ligneo, dono del Lions Club Castellanza-Malpensa. Completamente rifatti anche gli intonaci e le sagome decorative delle pareti e del soffitto.
Sempre nell'ambito dell'Azienda Ospedaliera di Legnano, esiste, in località Bersanella dei Ronchi, un'altra chiesa, posta esternamente di fronte all'edificio già utilizzato come Colonia elioterapica al tempo del Regime fascista e poi trasformato in Centro di rieducazione dei motulesi per infortunio sul lavoro.
Progettato dall'arch. Elido Provasi, l'edificio sacro fu inaugurato il 4 luglio 1961 dal cardinale Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, e l'altare fu dedicato a San Giuseppe lavoratore. Attualmente la chiesa, sconsacrata, è in completo abbandono. L'Amministrazione ospedaliera non ha ancora deciso l'eventuale sua destinazione.
Oltre ai precedenti edifici di culto l'Ospedale di Legnano ha due cappelle per le funzioni alle quali possono assistere gli ammalati e il personale ospedaliero, affidati alle cure della piccola comunità delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida.
La cappella del CSE in via S.Erasmo La principale, inaugurata nel 1950 in occasione dell'anno santo, é quella situata nel seminterrato del primo padiglione ospedaliero, oggi sede della psichiatria.
La cappella, dedicata alla Madonna di Lourdes, è molto capiente e funzionale. Sulle due pareti a lato dell'altare vi sono mosaici raffiguranti rispettivamente S. Giuseppe e S. Vincenzo, protettori dell'Ordine delle Suore di Santa Giovanna Antida Thouret. L'altare é in marmo bianco, mentre il nuovo altare di mensa é in legno. Orna le pareti una bella Via Crucis in legno scolpito. In fondo all'aula, a destra per chi entra, é collocato un piacevole battistero con un angelo in mosaico. Prima della riforma voluta dal Concilio, ogni domenica venivano battezzati molti bimbi nati nel reparto maternità.
L'altra cappella all'interno della struttura ospedaliera si trova nell'ala est di fianco al Pronto Soccorso. Non ha dedicazione ed é caratterizzata da un motivo ornamentale in mosaico con una grande croce dietro l'altare, alla sinistra del quale é collocata una statua in legno scolpito della Vergine col Bambino.
Il cardinale Montini, poi Papa Paolo VI, eresse nel 1962 una Delegazione Arcivescovile negli Istituti Ospitalieri di Legnano con cura indipendente nella Rettoria di S. Erasmo, delegazione che si può considerare la decima parrocchia di Legnano. Attualmente é affidata a monsignor Lodovico Garavaglia, coadiuvato da un cappellano.
Un luogo di culto é anche operante nella Casa di Riposo Città di Legnano "Luigi Accorsi" fin dall'epoca della costruzione del complesso, che risale al 1969.
E' molto vasta e graziosamente arredata. Una bella statua in onore di San Giuseppe, al quale la cappella é dedicata, figura nella zona dell'altare.
C'é da rilevare infine che esisteva anche una cappella, dedicata a Santa Maria Bambina, annessa al Convitto aziendale per le operaie della Manifattura di Legnano, istituito all'inizio del XX secolo e condotto da una comunità religiosa di suore dell'Ordine di Maria Ausiliatrice.
Al convitto si aggiunse negli anni 40 un asilo infantile. Negli anni 70, quando, dopo il convitto fu soppresso anche l'asilo, la cappella fu eliminata e il locale utilizzato come laboratorio.

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Sono dieci le cappelle oratoriali o private esistenti a Legnano. Qualcuna di esse é stata in passato utilizzata temporaneamente come chiesa ausiliaria, svolgendo un importante ruolo per la comunità parrocchiale nella quale era inserita.
Sono quattro i centri comunitari dotati di cappelle. La più antica é la chiesetta dell'oratorio della parrocchia del Santissimo Redentore, realizzata a cinque anni di distanza dalla costruzione della nuova chiesa parrocchiale, della quale richiama lo stile; evidentemente il progettista é lo stesso architetto Cecilio Arpesani.
Si tratta di una bella costruzione con strutture portanti del tetto in travature in legno, sorta nel cortile interno dell'oratorio e che fu dedicata a San Luigi e alla Santissima Vergine Immacolata e benedetta, il 20 ottobre 1907, dall'allora parroco don Gerolamo Zaroli.
La caratterizzava una bella statua del santo, nota in tutto il rione anche perché veniva portata in processione in occasione della festa annuale del santo protettore. La chiesina fu utilizzata fino agli anni Settanta, allorché le strutture del tetto furono ritenute pericolanti e quindi chiusa al culto.
La statua di San Luigi e l'effigie di don Bosco, oltre all'altare, furono trasferiti nella nuova cappella del Centro parrocchiale di via Melzi, inaugurato il 19 settembre 1993. Nello stesso complesso edilizio vi é un'altra cappella nella Scuola materna parrocchiale gestita da un piccola comunità di suore. é dedicata a Maria Ausiliatrice.
Anche il Centro Comunitario Santi Martiri in via Venezia é dotato di una cappella, benedetta il 15 febbraio 1970 all'inaugurazione dell'intero complesso da parte dell'arcivescovo card. Giovanni Colombo. Sormonta il modesto altare un dipinto raffigurante la Resurrezione di Cristo, opera dell'architetto Sergio Baratto.
Il battistero della cappella ospedaliera Madonna di Lourdes
Un'altra cappella privata, dedicata a Maria Ausiliatrice, è attiva nell'Asilo della stessa parrocchia in via Venezia, affidato alle suore di questo Ordine e costruita nel 1936, insieme all'asilo. Oltre ad una artistica statua in legno della Vergine, alle pareti vi sono due tele che ritraggono San Giovanni Bosco e la fondatrice della Ausiliatrici madre Maria Domenica Mazzarello e una Via Crucis in ferro battuto, come l'altare.
Un altro Centro Giovanile, quello di San Magno in via Santa Caterina, inaugurato nell'Ottobre 1969, ha come luogo di culto una cappella, utilizzata anche come chiesa succursale della maggiore parrocchia di Legnano.
Il 28 settembre 1997 il vicario generale della Diocesi mons. Franco Agnesi consacrò l'altare che si era deciso di dedicare alla beata Gianna Beretta Molla, medico, cresciuta in oratorio e adatta ad essere designata quale protettrice appunto di una comunità oratorio-famiglia.
In fondo alla cappella é collocato un ritratto che la raffigura in atteggiamento dolce e rassicurante. Una sua reliquia é conservata nella stessa chiesina come simbolo di devozione. Dotata anche di fonte battesimale, non presenta particolari opere di arte sacra, se si eccettuano un crocifisso sull'altare dietro al tabernacolo e due icone con le immagini di San Magno e della Vergine.
Un altro asilo parrocchiale, quello di Santa Teresa del Bambino Gesù, utilizza una propria cappella dal 1970, anno in cui la Villa Tobler in corso Sempione fu donata ai frati carmelitani, appunto per realizzarvi una scuola materna.
Dietro l'altare in legno domina una statua di Gesù Bambino, mentre in fondo all'aula sacra vi é un quadro della fondatrice delle Suore Sacramentine, la Beata Geltrude Comensoli. Alle pareti una Via Crucis in ceramica dipinta a mano.
Anche il nuovo asilo della parrocchia di San Domenico, inaugurato in via Milazzo nel rione S. Martino il 16 aprile 1966, ha una propria cappella dedicata a Maria Ausiliatrice, effigiata in una pregevole statua in legno, scolpita da un artigiano di Ortisei. Nello stesso luogo e in un primitivo edificio era già operante negli anni Quaranta un oratorio femminile con una cappella inaugurata il 12 marzo 1942 da don Emanuele Cattaneo. Quando più tardi fu realizzato l'attuale edificio, fu ricavata nel seminterrato la nuova cappella di cui abbiamo detto. Cappella dell'oratorio S. Alberto di S. Domenico nel primo '900 L'oratorio di S. Domenico é da considerarsi tra i più antichi della città. Il luogo sacro detto appunto "oratorio di San Domenico", fu eretto nel XVII secolo come risulta anche da un rapporto della visita pastorale del cardinale Pozzobonelli, che ne specifica anche le dimensioni: 20 braccia di lunghezza, 13 circa di larghezza e 16 di altezza. Il soffitto era a volta, il pavimento d'arena.
Il presbitero era lungo sette braccia e sei once, largo 12 e alto 7 e vi si accedeva per un gradino di marmo, mentre all'altare con due gradini marmorei. Era situato in vicolo Lampugnani sull'area che sarà in parte occupata dalla nuova chiesa di San Domenico all'inizio del Novecento. Per due secoli quindi serve come luogo di culto, unitamente a San Martino, per tutto il vasto rione centrale, cosiddetto "del Mugiato".
L'oratorio, inteso come centro di aggregazione giovanile parrocchiale, fin dalla realizzazione della nuova chiesa di San Domenico, trovò posto in locali annessi accanto alla parrocchiale e poi trasferito, nel 1912, in via Cavour. Il cardinale Ferrari lo benedisse il 22 settembre di quell'anno, intitolandolo al domenicano Sant. Alberto, per ricordare un insigne benefattore del quartiere.
Durante il periodo della prima guerra mondiale il complesso oratoriale fu destinato alle forze armate, che lo utilizzarono come luogo di raccolta di feriti, convalescenti e mutilati, che fu chiamato "casa del soldato". Nella vecchia chiesa dell'oratorio, oltre a una statua di San Luigi, portata sempre in processione in occasione della tradizionale festa, esistevano anche le effigi di S. Alberto e di S. Domenico.
Attualmente questa chiesina oratoriale é vasta e adornata da due grandi pannelli sui quali sono riprodotti S. Francesco e Santa Chiara. Sopra l'altare è posto un crocifisso ligneo di buona fattura, donato nel 1996 da un benefattore.


Da "La Martinella" n°3 - periodico della famiglia legnanese - autore: Antonio F. Vinci