Nel
centro della nostra città l'ultimo palcoscenico di
Musazzi
Il monumento, che lo raffigura nella sua celebre maschera
di Teresa, è stato inaugurato il 18 maggio
Felice
Musazzi, fondatore e animatore della compagnia dialettale
dei Legnanesi, sarà ricordato perennemente con un monumento
voluto dalI'Amministrazione comunale.
Lo scultore Antonio Luraghi (vincitore di un concorso nazionale
per la progettazione dell' opera indetto dall'Assessorato
alla Cultura) lo ha immaginato non con il suo volto reale,
ma con la maschera di Teresa portata in quarant'anni di successi
sui palcoscenici di mezza Italia.
Alla presenza di una gran folla, prima all'esterno in via
Gilardelli dove è stata eretta, e quindi nella sala
congressi della Famiglia Legnanese, l'opera è stata
inaugurata sabato 18 maggio dal sindaco, Marco Turri, madrina
la signora Mariuccia Guidi Musazzi, che era accompagnata dalle
figlie Sandra e Sara.
Il ricordo del grande attore concittadino, "tessera d'oro"
della Famiglia Legnanese, è stato tenuto da Ugo Ronfani,
presidente dell'Associazione nazionale critici teatrali, presentato
dall'assessore alla cultura Renato Besana.
Sono stati ripercorsi i momenti salienti della sua vita artistica.
E' seguito un omaggio dei componenti della nuova Compagnia
dei Legnanesi, di cui è presidente Dante Barlocco,
fratello dell ' indimenticabile "spalla" di Musazzi, la esilarante
Mabilia.
Giorgio Strehler ha inviato un messaggio affermando che "sarebbe
davvero bello se almeno ogni anno un Comune d'Italia realizzasse
un monumento o intitolasse una strada, una piazza a un uomo
di cultura, a un artista! La città di Legnano l'ha
fatto e l'aver pensato a Musazzi, un grande uomo del teatro
dialettale legnanese vi onora".
Anche Ginni Bramieri, assente per motivi di salute ha scritto
di "essere stato legato da profonda amicizia e ammirazione
a Musazzi straordinario collega che con l'arte teatrale coniugava
una carica umana non comune e tanta saggezza popolare.
Non era mai accaduto negli ultimi vent'anni a mia memoria
- prosegue il messaggio - che un'Amministrazione pubblica
dedicasse un monumento a un attore.
Le gnano dà un nuovo segnale di civiltà ( di
considerazione per questa categoria acclamata sul palcoscenico,
ma poi facilmente dimenticata".
L'intervento
del Sindaco Turri
Perchè‚ un monumento a Musazzi ?
Innanzitutto per la sua notorietà che lo ha imposto
non solo ai legnanesi, ma a tutti gli italiani, che lo stimavano
come autore di testi teatrali dialettali e come attore.
E poi perchè‚ Musazzi ha rappresentato per Legnano
uno spirito che è dentro di noi.
Sono cambiate le strade, le automobili, non andiamo più
in bicicletta con la tuta, adesso giriamo con auto di lusso,
le nostre case non sono più a ringhiera, hanno gli
ascensori, ma lo spirito che ci portava su e giù per
le scale agli inizi del Novecento e che ha maturato un modo
di stare insieme, è dentro di noi ancora.
Ecco Musazzi questo ce lo ha fatto vedere fino all' ultimo,
dopo aver fatto 46 anni di teatro.
Ci ha dato ben 28 riviste e ognuna era caratterizzata da un
tema, che quasi sempre era anche il titolo - e qualcuno lo
ritroveremo sul basamento del monumento, ora non ancora completo.
Manca infatti l'illuminazione notturna, che ci permetterà
di vedere questa maschera ancor meglio .
Ritroveremo scolpite nel granito alcune frasi come "Chi vusa
pus‚ a vaca 1'è sua" (applicata al Parlamento di Roma
vedete che era un profeta, quell'uomo), "Va là batèl
ca sèm su tuti", "Sèm nasu par patì e
patèm", motti cioè che distinguevano la nostra
vita quotidiana e che sono diventati una filosofia per sopportare
tutto quello che la vita ci impedisce di godere.
Musazzi deve essere ringraziato anche perchè‚ ha amato
Legnano.
Dismessa la maschera era uno che partecipava alla vita sociale,
al palio, uno che si metteva anche a disposizione della comunità.
Ecco, nel monumento che gli abbiamo dedicato, si rappresenta
la maschera, perchè‚ è teatro, ma nella maschera
c'è anche il ritratto di una persona che ha voluto
molto bene a Legnano e che ha fatto Legnano più grande,
per cui io sono sicuro che tutti i legnanesi apprezzeranno
la volontà di dargli una testimonianza con quest'opera
in bronzo.
...e
dell'Assessore alla Cultura Renato Besana
Questo a Felice Musazzi non è soltanto un monumento
all' autore, al regista e all'attore che per quarant'anni
ha portato il nome della nostra città su palcoscenici
prestigiosi e ha fattto comprendere e amare il legnanese ben
oltre i confini regionali.
E non è soltanto un monumento alla Teresa il personaggio,
la maschera che Musazzi ha inventato e interpretato, affidandole
la sua vena a un tempo ilare e drammatica.
Ci ha fatto ridere, la Teresa, e ha saputo commuoverci.
Questo è un monumento a Legnano e ai legnanesi: nessuno,
meglio di Felice Musazzi, ha saputo rappresentare l'anima
più autentica della nostra città.
La Teresa, insieme all' indimenticabile Mabilia - del resto
ricordata nell'epigrafe del monumento - ha dato dignità
letteraria al nostro dialetto e voce alla cultura popolare
che costituisce la nostra radice comune.
Un monumento è un segno affdato alle generazioni future
affinchè‚ conservino una memoria che anche a loro appartiene.
Teresa appartiene a tutti noi, racconta di una Legnano che
non c'è più eppure continua a parlarci, quella
delle case di ringhiera e delle filande, la difficile transizione
dal vecchio borgo di matrice contadina alla realtà
urbana di oggi.
E' un messaggio che non intendiamo dimenticare.
Per questo, l'Amministrazione comunale è orgogliosa
di aver promosso e realizzato il monumento che oggi ci apprestiamo
a inaugurare, salvando così una pagina importante della
nostra storia e della nostra coscienza comune.
Il monumento è opera di un legnanese, Antonio Luraghi,
che è entrato intimamente nello spirito di questo personaggio,
con immediatezza e profondità.
Così che Musazzi abbia potuto trovare qui, nel centro
di Legnano, il suo ultimo palcoscenico.
da
"La Martinella" n° 2 - periodico della famiglia legnanese