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PERIODICO DI INFORMAZIONE ECULTURA DELLA FAMIGLIA LEGNANESE
 
 

La nobile figura di Mosè Turri jr. maestro d'arte sacra e ritrattista
Preziosa la sua opera per i costumi del palio e il salvataggio di affreschi

Ricordare il pittore Mosè Turri junior è, per chi lo ha conosciuto, contemporaneamente facile e difficile.
Facile perchè‚ tornano alla mente i discorsi fatti di parole e di sguardi, di lievi forzature per "far uscire" dalla sua riservatezza 1' artista che preferiva parlare attraverso le sue opere.
Diffcile perchè‚ la natura riservata e schiva lo poteva far apparire lontano, distaccato, poco interessato a quanto gli stava intorno.
E questo è quanto di più lontano dal vero si possa immaginare.
Infatti Mosè Turri era un acutissimo osservatore, amava ascoltare e spesso sembrava che volesse dire ma poi accennava un vago sorriso, nascosto sotto il caratteristico pizzetto che gli ornava il mento e solo gli occhi mobilissimi, indicavano il fervore della mente.
Discendente da una famiglia di artisti, dopo l'Accademia di Brera, iniziò a lavorare col padre Gersam e con lo zio Daniele.
Potè‚ così fare esperienza non solo come pittore di opere sacre ma anche come restauratore e proprio questa attività lo vide impegnato per molti anni anche in città, nei lavori eseguiti per la basilica di San Magno.
Sempre disponibile per la salvaguardia del patrimonio artistico locale, molte volte operò con l'ing. Sutermeister per il recupero "in extremis" di qualche affresco minacciato di distruzione negli anni in cui Legnano perdeva definitivamente il suo aspetto architettonico, contrassegnato dalla presenza di numerosi palazzetti di epoche diverse che hanno ceduto il posto, ahinoi, alle fabbriche e alle ciminere, prima, ed ai palazzi di cemento poi!
Molti affreschi conservati al Museo Civico furono salvati con il suo intervento di "strappo".
E risaputo che la scoperta degli affreschi di Castelseprio fu determinata dal caso e dalla sua esperienza che vennero a coniugarsi per una felice evenienza, consentendo il recupero e la conservazione di un patrimonio del tutto sconosciuto.
Se le opere pittoriche, i cicli di affreschi nelle chiese si conservano e perpetuano la memoria di Mosè Turri, pittore d'arte sacra e ritrattista, una cosa che forse non tutti ricordano è la sua preziosissima opera a servizio del Palio delle Contrade.
Già per l'edizione del 1935 i responsabili della manifestazione si erano rivolti al padre Gersam per un'indicazione sui costumi da realizzare per la sfilata storica.
Alla ripresa nel 1952 e fino all'inizio degli anni 70 Mosè Turri lavorò instancabilmente alla ricerca di modelli da realizzare per le contrade che ne facevano richiesta, sia pure con una certa resistenza.
Infatti l'artista disponeva che i modelli dovessero essere realizzati in un certo tessuto, con un preciso taglio, con particolari ricami, oltre al corredo di contorno, non meno importante, degli accessori.
E tutto ciò costava moltissimo ed era da realizzare tenendo conto delle disponibilità anche economiche delle contrade o dei singoli che si impegnavano a pagare di tasca propria gli abiti per la sfilata.
Poteva succedere che una dama non volesse sottomettersi all'uso del soggolo, che risolveva molto semplicemente ed in modo perfetto il problema dell'acconciatura, perchè‚ nascondeva i capelli e parte del viso e quindi richiedeva soltanto un ornamento da portare sul capo (come una corona).
Se la dama era restia bisognava decidere quale tipo di acconciatura potesse portare per rispettare i canoni e la moda dell'età medioevale.
Turri pensava anche alla possibile creazione di una scuola di ricamo che potesse preparare personale specializzato da utilizzare per realizzare, in modo meno dispendioso ed ugualmente prezioso e rispettoso della tradizione, gli abiti e soprattutto i grandi mantelli il cui modello veniva desunto da arazzi, sculture, miniature dell'epoca, con particolare riferimento alle opere antelamiche, perchè‚ la scultura era ed è una fonte primaria di ispirazione.
Mosè Turri preparava i modelli in grandezza naturale, per consegnare al realizzatore, sarta e ricamatore, un modello perfetto in ogni particolare.
Naturalmente ai tempi non si parlava di computer e tutto era fatto a mano (ricordiamo al proposito i disegni originali di Mosè Turri riprodotti sul catalogo della Mostra dei costumi, delle armi e degli ornamenti del Palio, realizzata nel 1993).
Nel 1981 Mosè Turri rese disponibile un prontuario di riferimento per gli abiti, gli accessori e le armi del Palio, prontuario al quale si rifanno ancora oggi i creatori dei costumi .
All ' opera del padre è seguita quella altrettanto appassionata del figlio Marco, attuale sindaco della città, che vi ha portato la sua paziente ricerca di disegni, modelli e materiali, continuando degnamente l' opera del padre.


da "La Martinella" n° 2 - periodico della famiglia legnanese - autore: Eugenia De Giovannini