Origini e simbologia della fontana del Castiglioni in piazza
San Magno dedicata ai caduti
Lo
scultore è autore anche dell’edicola funebre del senatore Bernocchi
al Monumentale di Milano
La
fontana-monumento di Piazza San Magno sarà spostata nel futuro
piazzale antistante il Cimitero monumentale di corso Magenta
a Legnano? Questa è almeno la dichiarata intenzione dell’Amministrazione
comunale, nel quadro di una nuova sistemazione della maggiore
piazza cittadina.
Nessuna obiezione a condizione, in primo luogo, che nella nuova
ubicazione questa opera dello scultore Giannino Castigioni sia
ricollocata con tutti i suoi elementi senza subire mutilazioni
o stravolgimenti e che a completamento dell’arredo urbano di
Piazza San Magno siano inserite una o più opere d’arte adeguate
e compatibili con l’importanza della piazza stessa. Il monumento
in questione, dedicato ai caduti in guerra, fu realizzato in
marmo grigio di Candoglia nel 1932 appunto dallo scultore Giannino
Castiglioni (1884-1971) autore anche di una delle porte del
Duomo di Milano e di numerosi monumenti funerari al Cimitero
Monumentale di Milano, tra i quali l’imponente edicola in memoria
del sen. Antonio Bernocchi, realizzata nel 1936 e progettata
all’arch. Alessandro Minali.
La fontana di piazza San Magno si articola in tre pannelli che
rappresentano in bassorilievo il sacrificio degli eroi del mare,
della terra e del cielo, raffigurati rispettivamente da tre
figure femminili. Lo zampillo è spiovente, dovendo simboleggiare
il pianto della città per i suoi figli caduti in guerra.
La fontana ha subìto opere di manutenzione straordinaria nel
dicembre 1997.
Nello stesso anno in cui fu realizzata la fontana dei caduti,
Giannino Castiglioni iniziò la sua imponente opera al Cimitero
Monumentale di Milano commissionatagli dai familiari del senatore
Antonio Bernocchi poco dopo la sua morte, avvenuta nel 1930.
- Si tratta di una delle edicole più imponenti del Monumentale,
dove riposano anche le spoglie della moglie Camilla Nava e di
altri familiari dell’industriale legnanese. La singolare edicola
della famiglia di Antonio Bernocchi in marmo di Musso ha una
struttura a tronco di cono con ritmo a spirale. I gruppi scultorei
nei riquadri raffigurano la Via Crucis, che culmina con la Crocifissione
e la Resurrezione.
Senza figli, alla sua morte Antonio Bernocchi lasciò al Comune
di Milano cinque milioni di lire allo scopo di utIlizzarli per
la creazione di un Palazzo dell’Arte figurativa, che sorse infatti
nel parco del Sempione grazie anche alle successive cospicue
donazioni dei fratelli del senatore, Michele e Andrea, che sono
a loro volta sepolti al Monumentale in altre edicole con la
parte scultorea in marmo di Musso, sempre di Giannino Castiglioni.
da
"La Martinella" n° 4 - periodico della famiglia legnanese
- autore: Giorgio D'Ilario