I Cantoni: pionieri dell’industria tessile
Verso
la fine del 1700, il mercante di tessuti di origine svizzera
Benedetto Cantoni si trasferisce da Vercelli a Gallarate,
località di una certa importanza nel commercio tessile.
Con questa attività, Benedetto raggiunge una buona posizione
economica, tale da consentire al figlio Costanzo (nato a Gallarate
nel 1800) di avviare nel 1820 la ditta Costanzo Cantoni, una
tessitura di cotone con telai a mano situata nella frazione
gallaratese di Vignola.
All’epoca, soprattutto nella campagna di Busto Arsizio, erano
attivi presso le famiglie alcune centinaia di telai a mano,
mentre soltanto pochi pionieri avevano tentato la via di una
produzione su più larga scala di filati e di tessuti cotonieri.
Tra questi ricordiamo il tedesco G. A. Kramer a Lonate Pozzolo,
G. A. Crespi a Busto, A. Ponti a Gallarate e P. Borghi a Varano.
La ditta C. Cantoni si espande notevolmente con la creazione
di opifici lungo l’Olona: in particolare, a Legnano, avvia
nel 1829 una filatura con fusi semiautomatici e successivamente
installa una tessitura e una piccola tintoria con finissaggio
(1846); a Castegnate (Castellanza) nel 1845 crea una filatura,
una tessitura con macchinari semiautomatici e un reparto di
candeggio. Costanzo lascia gradualmente le redini dell’azienda
al figlio Eugenio (nato a Gallarate nel 1824), dedicando sempre
maggior tempo all’agricoltura. I primi anni della seconda
metà dell’Ottocento rappresentano un periodo di forte crisi
per il Lombardo-Veneto coinvolto nella guerra d’indipendenza.
La ditta C. Cantoni supera questi momenti difficili grazie
ad una coraggiosa gestione aziendale.
Eugenio Cantoni, che ha compiuto diversi soggiorni all’estero
(Svizzera, Germania e Inghilterra) interessandosi particolarmente
al progresso tecnologico dell’industria tessile, dà un nuovo
impulso alla ditta, approfittando anche del periodo congiunturale
favorevole degli anni 1866-70 e dimostrando singolari doti
d’imprenditore: nel 1870 avvia una nuova filatura a Bellano
(sul torrente Pioverna che sfocia nel Lago di Como), la cui
produzione attenua progressivamente lo squilibrio tra la produzione
di filati ed il fabbisogno delle tessiture; quindi acquista
la stamperia di tessuti della Maddalena (vicino a Porta Vercellina,
Milano), che viene diretta da Ernesto De Angeli (questa società
verrà poi staccata dal Cotonificio Cantoni nel 1878 e farà
parte della De Angeli Frua).
Ma Eugenio Cantoni è promotore, e spesso finanziatore, di
molteplici altre iniziative, sia in campo tessile che in altri
settori dell’economia. Il suo nome è legato al Cotonificio
Maino di Gallarate (che ingloba la tessitura iniziale della
ditta C. Cantoni), ai velluti della Visconti di Modrone e
della Manifattura di Pontoglio, al Cotonificio Veneziano,
al Linificio e Canapificio Nazionale, alla tintoria Azimonti,
al Lanificio Rossi di Schio. E ancora, lo troviamo in iniziative
di altri settori: nella fabbricazione di macchinari e telai
per l’industria tessile con la Cantoni Krumm, poi Franco Tosi;
nella costruzione delle linee ferroviarie Milano-Gallarate
e Novara-Seregno; nella costituzione di tre banche; nella
fondazione del giornale "Il Sole"; nell’acquisto di terreni
nell’America del Nord per la coltivazione del cotone.
Eugenio Cantoni avverte l’esigenza di rendere più moderna
la gestione della ditta Costanzo Cantoni, fornendola, nel
contempo, di adeguati capitali di rischio. Così nel 1872,
in linea con i tempi, trasforma l’azienda da familiare in
società per azioni, costituendo la S. A. Cotonificio Cantoni.
Eugenio Cantoni, nominato barone nel 1871, scompare improvvisamente
nel 1888. Entra nel consiglio del Cotonificio il figlio Costanzo,
nato nel 1861 dal matrimonio di Eugenio con la baronessa Amalia
Genotte von Merkenfeld.
Costanzo non sostituisce il padre nella direzione dell’azienda;
è presidente dell’Associazione Cotoniera Italiana, amministratore
del Cot. Veneziano, promotore della Cucirini Cantoni Coats.
Si dimette dal consiglio del Cotonificio Cantoni nel 1910
e svolge l’attività di agente di cotoni sodi (porteranno avanti
l’azienda i nuovi dirigenti Soldini e Jucker). Con la sua
scomparsa, avvenuta nel 1937, si estingue la dinastia cotoniera
dei Cantoni.
Fabrizio
Rovesti