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PERIODICO DI INFORMAZIONE ECULTURA DELLA FAMIGLIA LEGNANESE
 
 

All'assemblea del 45° della "Famiglia" rinnovato impegno verso la società
la relazione del presidente Caironi

L' assemblea sociale del 45° anno dalla fondazione sarà ricordata negli annali della "Famiglia Legnanese" come quella della svolta.
L'appuntamento di marzo è servito a presentare la relazione morale sulI'attività svolta nel 1995, ad eleggere il nuovo direttivo che resterà in carica fino al 31/12/98 e aricordarelafiguradel "ragiù" Umberto De Giovannini, ma soprattutto è stato occasione per approfondire una serie di temifondamentali per garantire all'associazione un futuro fecondo.
Questi temi sono stati affrontati dal presidente Luigi Caironi nella relazione morale sull'anno da poco terminato, ma in questa occasione è necessario ricordarne almeno i principali.
Prima di tutto il rapporto con il grande pubblico: come ha annunciato il presidente durante il suo intervento, in questo particolare momento bisogna fare attenzione all'immagine che la Famiglia dà di sè all ' esterno, ma prima ancora dobbiamo cercare di capire che cosa noi stessi intendiamo per immagine.
Oggi non possiamo tornare ai soliti luoghi comuni e presentarci alla gente per dire chi siamo e cosa facciamo ha spiegato il Presidente.
D'ora in poi dovremo analizzare con profonda attenzione come e quanto la nostra efficacia operativa possa essere agevolata da una migliore conoscenza della nostra essenza.
Dobbiamo riferirci continuamente ai valori che ci ispirano, che sono poi la strada che ci permette una più precisa conoscenza delle nostre finalità, dell'azione e del "modus operandi" che è sempre stato implicito nella nostra associazione.
In questo particolare momento storico la "Farniglia" deve quindi "guardarsi dentro" per ritrovare l'intimo significato del proprio ruolo sociale: Possiamo facilmente concordare sull'utilità di promuovere una migliore conoscenza della nostra realtà associativa - ha insistito Caironi - Però dobbiamo ancora cercare di capire cosa ci aspettiamo dall'approfondimento di questa nostra conoscenza nell' opinione pubblica, perchè a seconda delle conclusioni cui arriveremo dovremo scegliere il modo più efficace per arrivare a toccare la coscienza del grande pubblico.
Le possibili risposte possono essere sintetizzate in due gruppi: nel primo caso la "Famiglia" si limita a svolgere un' attività di tipo benefico-assistenziale e allora non ha bisogno di preoccuparsi di proiettare la propria immagine all'esterno, mentre nel secondo caso il sodalizio sceglie di imporsi all ' attenzione dei cittadini e quindi è costretto a puntare più sui fatti che sulle parole.
In realtà ci proponiamo di proiettare la nostra immagine verso l'esterno per ottenere una serie di effetti tra loro convergenti Ad esempio possiamo desiderare di accrescere la credibilità de] nostro sodalizio correggendo l'immagine distorta che alcuni hanno ancora della "Famiglia" come di un'associazione elitaria, godereccia o semplicemente finalizzata al reciproco aiuto tra i soci.
Oppure potremo desiderare di ottenere un consenso più vasto e di promuovere ulteriormente l'accettazione dei nostri programmi, così come nell'impatto con l'opinione pubblica potremmo trovare una verifica della validità e dell'efficacia delle nostre iniziative.
Al tempo stesso il direttivo della "Famiglia" potrebbe desiderare un piii stretto rapporto di partecipazione e di collaborazione con le istituzioni pubbliche, oppure di favorire l'educazione del cittadino.
Nel primo caso l'obiettivo potrebbe essere raggiunto stabilendo rapporti diretti con i responsabili di queste istituzioni, mentre nel secondc si spera di utilizzare il codice di comportamento ed i valori morali che stanno alla base del sodalizio per tentare di realizzare una società più libera e piil giusta.
L'elenco dei potenziali obiettivi della "Famiglia" potrebbe continuare quasi all'infinito, ma i punti sopracitati dovrebbero già essere sufficienti pel dare un'idea delle direzioni in cui il sodalizio avrebbe la possibilità di spaziare: ma come ha sottolineato il presidente tutti questi obiettivi non si escludonc l'un con l'altro, anzi si completano reciprocamente.
Alle differenze tra questi obiettivi deve però necessariamente corrispondere una diversificazione delI'impostazione dell'attività di pubbliche relazioni che potremo proporci di attivare.
In pratica quindi si ritorna a] problema iniziale, a chiedersi cioè quanto la proiezione esterna dell'immagine possa servire a svolgere meglio l'attività della "Famiglia".
Problema fondamentale, che proprio in quanto tale sta particolarmente a cuore a Caironi: Prima di tutto è necessario comunicare a] grande pubblico un messaggio: la "Famiglia" non è più il club d'‚lite che era negli scorsi decenni, oggi si è trasformata in un'associazione sociale, culturale e umanitaria aperta a tutti perchè‚ per essere veramente utile ha bisogno del contributo di tutti.
Il secondo capitolo affrontato durante la relazione morale era quindi strettamente inerente a questo punto di vista e riguardava il rapporto tra il sodalizio e la società: La nostra associazione deve porsi come naturale indirizzo al servizio della comunità, e deve farlo non per il più debole o per il migliore, ma la società intesa nel suo complesso, perchè‚ prima di tutto il socio della "Famiglia" deve anche essere un buon cittadino.
Nella sua relazione morale il presidente non ha comunque dimenticato di rivolgersi direttamente a due categorie verso le quali la "Farniglia" ha sempre usato particolare riguardo, e cioè ai giovani e agli anziani: per quanto riguarda i giovani Caironi ha ricordato l'impegno della "Famiglia" a sostenere con le borse di studio i ragazzi che intendono specializzarsi seguendo corsi attivati presso atenei stranieri, mentre per gli anziani il presidente ha rilanciato l'idea della realizzazione di una struttura in grado di ospitare persone non autosufficienti.
I riferimenti per il prossimo futuro sono stati posti: ora bisogna rimboccarsi le maniche.


da "La Martinella" n° 1 - periodico della famiglia legnanese - autore: Luigi Crespi