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  La bicicletta di Leonardo

 

autore prof. Augusto Marinoni
Febbraio 1996

Che una delle figure disegnate nel foglio 133v del codice Atlantico rivelate dal restauro eseguito a Grottaferrata negli anni Sessanta, dopo essere rimaste invisibili e nascoste da Pompeo Leoni nel grosso volume da lui costruito, fosse definibile come "bicicletta" fu da me annunciato, la prima volta, nel volume "The unknown Leonardo" edito dalla McGraw Hill Bok Co. nel 1974.

La definizione non fu accolta con favore immediato.
II primo oppositore fu Ladislao Reti, al quale comunicai la scoperta durante un primo esame del codice restaurato e mentre elaboravo una relazione per la Commissione Vinciana di Roma.
Reti negava risolutamente ogni possibilita' che Leonardo nel secolo XV immaginasse un veicolo di quel tipo, ma quando lo accompagnai nella Biblioteca Ambrosiana e si trovo' di fronte a quel disegno, dovette ammettere: "E' proprio una bicicletta, dunque e' un falso". "Fatto da chi? E quando?" gli chiesi. La risposta fu piu' sbalorditiva della scoperta: "L'hai fatta tu!". Ci conoscevamo da poco tempo ed egli non aveva ancora notato la mia inettitudine al disegno, la mia onesta' di studioso e insegnante di filologia e soprattutto il mio coraggio nello scoprire e rivelare gli errori di Leonardo in campo matematico in un ambiente incline solo ai panegirici.
D'altra parte ben comprendevo che se esisteva un falso, questo doveva essere recente, perche' si falsificano solo le cose esistenti e ricercate, e quando esisteva Leonardo, la bicicletta non era ancora ne' pensata ne' costruita ne' in legno ne' in metallo. Quindi non poteva essere neppure falsificata, semmai poteva essere progettata soltanto da Leonardo,
catmadr.htmil quale aveva nel codice 8937 della biblioteca Nazionale di Madrid disegnato proprio un tipo di ruota dentata a denti cubici che caratterizzava il disegno incriminato e lo rendeva inagibile.
Anche detto codice era stato giudicato perduto da secoli e riscoperto in quegli anni a Madrid coll'intervento dello stesso Reti alla scoperta. Esso fu pubblicato nel 1974 dopo la morte di Reti che prima di morire mi affido' la cura della pubblicazione.

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