Unione Italiana Ciechi di Legnano
ONLUS
Le barriere architettoniche: i marciapiedi e i pali
I marciapiedi sono anche i luoghi che ospitano numerosi elementi utili alla vivibilità urbana, come semafori, cartelli segnalatori, pali per l’illuminazione, fermate dei mezzi pubblici, cestini e a volte cassonetti dell’immondizia, cabine telefoniche, e altri componenti dell'arredo urbano "sospesi" (che non possono essere quindi percepiti con il bastone dai non vedenti) come buche delle lettere e centraline dell'ENEL. Si pensa quindi che tutti questi elementi debbano essere disposti sui marciapiedi in modo da non impedire od ostacolare la mobilità di quella pur ristretta fascia di persone che spesse volte si vedono scoraggiati od addirittura impossibilitati a recarsi in un posto proprio perché sanno che in quel punto non si passa perché il marciapiede è troppo stretto, oppure che c’è quel palo in mezzo al passaggio e che moto probabilmente si avrà un "incontro ravvicinato": insomma che si incontrerà una situazione che suole definirsi una " barriera architettonica". Esiste in materia una precisa normativa, ma spesse volte è necessario prendere in esame le singole situazioni per capire qual è la maniera più razionale per trovare una soluzione che non penalizzi nessun cittadino.
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Pensilina in via Matteotti |
Cestino in Corso Sempione |
Per consentire il passaggio di una carrozzina per disabili, il marciapiede deve essere largo almeno 90 centimetri, e comunque questa deve essere la distanza minima esistente tra due elementi verticali posizionati parallelamente su di esso; ma non ci vuole molto a capire che visto che il marciapiede sarà utilizzato presumibilmente da molte persone contemporaneamente, un poco di spazio in più non guasta affatto, siano anche poche decine di centimetri. Allo stesso modo, in corrispondenza degli attraversamenti pedonali e dell’inizio e fine di un marciapiede, devono trovarsi gli scivoli di raccordo con il fondo stradale, e le condizioni del rivestimento in questi punti (sia esso asfalto, pietra, mattonella) dovrebbe evitare tassativamente la formazione di buche, avvallamenti e pericolose sconnessioni del terreno.

Scivoli non in corrispondenza delle
strisce pedonali in Corso Italia
Gli attraversamenti pedonali stessi dovrebbero poi essere disposti in modo logico pensando ai tragitti da compiere nelle varie direzioni, per evitare di percorrere centinaia di metri magari solo per recarsi dall’altra parte della strada.
Le persone non vedenti ed ipovedenti si spostano invece grazie all’utilizzo del cane guida, che è addestrato in modo da riconoscere e quindi evitare gli ostacoli, ma soprattutto grazie ad una precisa tecnica di uso del bastone, che consente ugualmente di avvertire e superare gli ostacoli. Ci si sposta principalmente seguendo il perimetro dei muri di delimitazione dei marciapiedi, che quindi non dovrebbero presentare elementi sporgenti ad altezza d’uomo.
La soluzione ideale per posizionare cartelli e semafori è quella cosiddetta "a bandiera", ossia di ancorare l’elemento al muro invece che al suolo, rispettando un’altezza minima che non deve essere inferiore ai 210 centimetri: in questo modo, la superficie pedonale rimane libera. Qualora non fosse possibile utilizzare la parete dell’edificio come sostegno, è comunque logico posizionare il palo rasente al muro, e poi allargare l’elemento segnalatore verso l’esterno. Se ci deve proprio essere un palo che nasce dal marciapiede, esso deve essere posizionato ad un minimo di 90 centimetri dal muro, cercando razionalmente di evitare che questo venga a trovarsi, ad esempio in un marciapiede largo due metri, proprio nel mezzo di esso.
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Palo in mezzo al marciapiede in Corso Italia |
Palo a bandiera in Corso Sempione |
Gran parte delle superfici urbane dell’Italia e del mondo occidentale sono organizzate in base a strade e marciapiedi, due differenti sedi riservate al movimento dei veicoli ed a quello dei pedoni. Marciapiedi e strade sono posti a due differenti livelli, raccordati da alcune rampe per la salita e la discesa. Ora, non si pretende certo di demolire e rifare da capo a fondo milioni di chilometri di superficie costruita nel mondo, ma forse un nuovo modo di intendere le future realizzazioni ed i rifacimenti di quelle esistenti potrebbe portare vantaggi non indifferenti.
Proviamo a pensare a questa ipotesi: i marciapiedi potrebbero essere realizzati allo stesso livello della sede stradale, e da questa separati mediante un cordolo in materiale resistente alto 30/40 centimetri e largo altrettanto. Questo cordolo, oltre a costituire una barriera fisica per impedire l’invasione più o meno volontaria della sede pedonale da parte dei veicoli, potrebbe essere la sede adatta ad ospitare cestini, cabine elettriche e pali di tutti i tipi, da quelli dell’illuminazione pubblica a quelli di sostegno a semafori e cartelli vari. Un opportuno sistema di drenaggio delle acque piovane servirebbe ad evitare i fenomeni di allagamento delle strade e soprattutto delle sedi pedonali, che in questo sistema si troverebbero allo stesso livello. Il vantaggio straordinario di questo sistema è costituito dal fatto che si eviterebbero tutti i saliscendi ed i raccordi di vario tipo, interrompendo il cordolo in corrispondenza degli attuali scivoli in prossimità degli attraversamenti pedonali e dell’inizio e termine dei marciapiedi: le carrozzine non avrebbero più il problema della salita e della discesa dai marciapiedi, ovviamente realizzando un adeguato numero di interruzione del cordolo separatore. Un altro vantaggio sta nel fatto che le sedi pedonali risulterebbero totalmente libere da ostacoli, con grande gioia dei non vedenti che eviterebbero l’eterno problema degli "incontri ravvicinati" indesiderati e potrebbero ugualmente seguire il bordo sentendolo con le varie tecniche di utilizzo del bastone. Infine, la sede pedonale risulterebbe addirittura molto più protetta di quanto non lo sia nell’attuale configurazione delle cose, in quanto il cordolo sarebbe più alto degli attuali marciapiedi: quindi più difficilmente scavalcabile in caso di incidenti automobilistici ed al limite dotato di ulteriori elementi separatori verticali a mo’ di corrimano.
Vai al resoconto dei rilevamenti effettuati a Legnano dal 7 marzo al 4 aprile 2002...
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