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Richieste concrete per migliorare la mobilità dei non vedenti

di Giulio Nardone



L'arredo urbano

Pavimentazioni differenziate

Percorsi e segnali tattili

Requisiti di un sistema di guida tattile

I semafori acustici

Accessibilità dei mezzi di trasporto

Mezzi di trasporto verticale

Sistemi informativi



L'arredo urbano

Per agevolare gli spostamenti autonomi dei disabili visivi, ma anche per una più razionale collocazione degli elementi di arredo urbano, utile a tutti, sarebbe necessario:

- Liberare i marciapiedi da ogni tipo di ingombro non necessario, spesso stratificato nel tempo.

- Installare i paletti di sostegno dei cartelli segnaletici o pubblicitari sul bordo e non in mezzo ai marciapiedi e posizionare la parte sporgente del cartello ad un'altezza non inferiore a 210 cm da terra.

- Evitare ostacoli che sporgono dai muri senza avere una base di uguale ingombro che possa essere avvertita mediante il bastone bianco: è il caso di alcuni armadi semaforici o di alcune cassette per la posta o postazioni telefoniche.

- Disporre vasi e piante ornamentali sul bordo del marciapiede e non in prossimità del muro: in tal modo si ottiene il doppio risultato di non privare il non vedente

del riferimento costituito dalla continuità del muro e si impedisce ai veicoli di salire sul marciapiede.

- Sui marciapiedi la cui larghezza consente di autorizzare l'occupazione di una parte di essi con tavolini, delimitare tale zona mediante fioriere o altro tipo di transennamento, lasciando soltanto alcuni varchi per l'ingresso, in modo da evitare che il cieco finisca in mezzo ai tavoli e alle sedie.

- Durante l'esecuzione di lavori di scavo o l'apertura di tombini, tali pericoli devono essere segnalati con transenne rigide e solide; se si usano i nastri di plastica, essi

devono essere posti a due differenti livelli, uno non troppo distante dal terreno e l'altro a circa un metro d'altezza, e soprattutto devono anticipare la zona di pericolo di almeno un metro e mezzo, non essendo tale materiale, per la sua elasticità e leggerezza, in grado di frenare istantaneamente la marcia di un non vedente.

- Evitare cunette troppo profonde sotto lo scalino del marciapiede, cosa che si verifica soprattutto in corrispondenza delle aperture per lo scarico delle acque.



Pavimentazioni differenziate

Ma a parte questi criteri di buona gestione degli spazi urbani e dei relativi arredi, il D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503, all'art. 1.2, lettera c), stabilisce che sono da considerare barriere architettoniche, e quindi da superare, "la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi". Ne deriva quindi un preciso obbligo di effettuare interventi positivi e mirati ogni volta che si provveda a nuove opere o a rifacimento delle strutture o degli spazi pubblici, ma anche per rendere accessibili ediffici e spazi pubblici o aperti al pubblico già esistenti, naturalmente con la necessaria gradualità.

È da rilevare come siano veramente pochi i progettisti che conoscono la normativa citata e quella concernente i loro obblighi che potrebbero sembrare formali, ma che invece sono il presupposto per l'attuazione delle norme sostanziali. Mi riferisco all'art. 20.1 del D.P.R. citato: "Gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il rispetto delle prescrizioni di cui al presente regolamento."

Lo stesso articolo, al comma 2, recita: "Al fine di consentire una più chiara valutazione di merito, gli elaborati tecnici devono essere accompagnati da una relazione specifica contenente la descrizione delle soluzioni progettuali e delle opere previste per l’eliminazione delle barriere architettoniche, degli accorgimenti tecnico-strutturali ed impiantistici e dei materiali previsti a tale scopo."

Orbene in tali documenti è rarissimo trovare traccia degli accorgimenti destinati ai disabili visivi.



Percorsi e segnali tattili

I percorsi tattili sono formati da piastrelle in grès, in gomma o in materiali lapidei, recanti i sei codici necessari a fornire al disabile visivo le informazioni essenziali. Essi vanno installati nei piazzali, negli spazi ampi come atri di stazioni odi aeroporti, viali di complessi ospedalieri o universitari, parchi e impianti sportivi all'aperto. Anche alcuni interni di edifici pubblici o aperti al pubblico vanno attrezzati con i percorsi tattili, come Uffici postali, edifici scolastici, ambulatori, uffici A.S.L., centri sportivi e commerciali, ecc. Ancora più indispensabile è la collocazione dei percorsi tattili nei luoghi in cui è necessario mantenere delle precise traiettorie per evitare pericoli, come le banchine ferroviarie o della metropolitana.

Non è invece necessario, e sarebbe anche inutile, attrezzare in tal modo l'intero sviluppo dei marciapiedi, lungo i quali i muri dei palazzi costituiscono di solito per chi non vede una buona guida naturale. Su questi però andranno installati, non dei veri e propri percorsi, bensì dei segnali tattili isolati.

Pertanto, ogni volta che si costruisce un nuovo marciapiede o si procede al suo rifacimento, si dovrà provvedere a quanto indicato qui di seguito:

- Segnalare mediante una striscia di canaletti che sbarra il marciapiede, la posizione dei pali delle fermate dei mezzi di trasporto, gli attraversamenti pedonali, i semafori o i servizi

pubblici essenziali, come gli accessi alle stazioni delle linee metropolitane, le cabine telefoniche, le farmacie, gli uffici postali, ecc. Il fatto che il tratto di canaletti vada dal bordo del marciapiede fino a toccare il muro non deve essere interpretato come un errore, giacché il muro è proprio la guida naturale per eccellenza e, d'altra parte, se lo sbarramento del marciapiede non fosse totale, il cieco che camminasse vicino al muro rischierebbe di non trovarsi sotto i piedi quel segnale che lo informa della presenza in quel punto di qualcosa che lo può interessare.

- È particolarmente importante che sulle rampe predisposte per i disabili su sedie a ruote sia collocato il segnale di "pericolo valicabile", in mancanza del quale un cieco potrebbe trovarsi senza accorgersene sulla carreggiata stradale, con serio pericolo per la sua incolumità.

- Quando a separare la zona pedonale dalla sede stradale non vi sia alcun dislivello, ma soltanto, come talora capita, una striscia verniciata, è indispensabile che questa sia accompagnata da una striscia di segnale tattile ben riconoscibile dai piedi del cieco.

- L'inizio e la fine di tutte le scalinate devono obbligatoriamente essere segnalati con una striscia di materiale percepibile tattilmente (art. 8.1.10 del Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, richiamato dall'art. 7.1 del D.P.R. 503/96). Data la maggiore pericolosità della scala in discesa, prima del suo inizio deve essere installato per tutta la sua larghezza il segnale di "pericolo valicabile".

- Qualora il marciapiede sia interrotto da improvvise e notevoli differenze di quota, come quelle che si verificano alla presenza di scalinate in discesa, poste in senso perpendicolare al marciapiede stesso, esse devono sempre essere protette da idonee ringhiere, o, se ciò non è possibile, debbono essere segnalate con una striscia di codice di "arresto/pericolo" (calotte sferiche a rilievo) posta a sufficiente distanza dal bordo laterale delle scale stesse.

Non bisogna dimenticare che il D.P.R. 503/96 dispone espressamente che l'eliminazione delle barriere percettive deve riguardare anche gli ipovedenti, il cui numero in Italia e circa cinque volte quello dei ciechi assoluti. Per questi, come anche per i malvedenti, fra i quali vi sono anche milioni di anziani, è necessario che i segnali tattili presentino anche un notevole contrasto cromatico, o più esattamente di luminanza.



Requisiti di un sistema di guida tattile

Un sistema di guida tattile, per essere veramente utile ed efficace deve presentare dei precisi requisiti, quali la sua sicura riconoscibilità sotto i piedi, l'indicazione univoca della direzione da seguire e l'impiego di codici informativi di istintiva comprensione.

Non risponde a tali requisiti, ad esempio, una striscia di pavimento differenziato con una qualunque superficie, anche se ben percepibile; infatti un tale sentiero consente al cieco di comprendere la direzione da seguire attraverso un messaggio negativo: "se a un certo punto non senti più sotto i piedi questo tipo di rugosità, significa che stai sbagliando direzione". La conseguenza sarà un incedere a zigzag, che porterà ogni tanto il cieco anche ad uscire per brevi tratti dal percorso stabilito. Al contrario, si ha un messaggio positivo quando la differenziazione contiene in se stessa l'informazione direzionale, come avviene quando essa consiste in canaletti paralleli al senso di marcia. In questo caso, infatti, la marcia avverrà seguendo una perfetta linea retta, senza indugi e tentennamenti, avendo ad ogni passo la conferma tattile della corretta direzione seguita.

A tali condizioni risponde pienamente la Linea di Orientamento Guida e Sicurezza (linguaggio LOGES), che consiste in un sentiero di 60 cm di larghezza, in gomma o in piastrelle di grès o di materiale lapideo, che reca una serie di canaletti ben percepibili sotto i piedi e nei quali si può infilare la punta del bastone bianco, usandoli come un binario. Naturalmente, poiché comunque la corretta direzione è indicata dalle scanalature del percorso-guida tramite il senso tattile plantare, o più esattamente tramite il senso cinestesico, il bastone potrà anche essere utilizzato facendolo oscillare davanti a sé secondo la nota tecnica pendolare. Su tale sentiero un non vedente può camminare velocemente e in totale sicurezza, poiché non rischia di deviare dal percorso che deve seguire e che le svolte e i punti in cui si deve fermare sono chiaramente indicati.



I semafori acustici

Altro elemento importantissimo per la sicurezza dei ciechi è l'aggiunta a tutti gli impianti semaforici nuovi o di sostituzione del segnalatore acustico, espressamente imposto dall'art. 6.4 del D.P.R. citato, con attivazione a richiesta, mediante pressione di un apposito pulsante, e con le caratteristiche tecniche stabilite dal Comitato Elettrotecnico Italiano (norma CEI 214-7).

L'attivazione del suono soltanto dietro richiesta si rende necessaria per evitare un inutile inquinamento acustico e le conseguenti proteste degli abitanti delle case limitrofe che giustamente mal tollerano il suono ripetuto ad ogni accensione del verde semaforico, quando poi si accorgono che i ciechi che ne usufruiscono sono pochi nell'arco della giornata. L'attivazione del segnale acustico mediante telecomando può essere ammessa soltanto in aggiunta a quella mediante la pressione del pulsante posto sul palo semaforico, dato che altrimenti i ciechi provenienti da altre località non potrebbero avvalersi del semaforo acustico. La posizione del palo semaforico e quindi del relativo pulsante sarà individuata dal non vedente mediante una striscia di canaletti che sbarrano il marciapiede e lo conducono in prossimità del palo stesso.



Accessibilità dei mezzi di trasporto

L'indipendente mobilità dei disabili visivi è legata anche all'accessibilità dei mezzi pubblici di trasporto. Anche qui i problemi non sorgono per i gradini più o meno alti, ma per la mancanza di adeguate informazioni. Per supplire a ciò sono necessari alcuni interventi specifici:

- I mezzi pubblici di trasporto devono essere dotati di sistemi vocali automatici che informino i passeggeri del nome della fermata successiva e che al momento dell'apertura delle porte comunichino all'esterno il numero della linea e la destinazione finale. Va da sé che tali avvisi sono utili a tutti e in particolare ai forestieri.

- Sui paletti che indicano le fermate dei mezzi di trasporto vanno apposte targhette metalliche in caratteri braille e in caratteri a rilievo e a lettura facilitata per gli ipovedenti, per segnalare i numeri delle varie linee.

- I cartelli con il numero della linea devono essere posti sulla fiancata del mezzo, ad altezza d'uomo, e adottare dei caratteri che, per tipo e grandezza di font e per contrasto con lo sfondo, siano ben leggibili anche dagli ipovedenti.

L'illuminazione di questi cartelli deve essere tale da evitare l'abbagliamento.

- Qualora sulle apposite paline siano installati dei cartelli con display visivo a messaggio variabile, le regole dell'accessibilità richiedono che il messaggio sia pronunciato anche a voce, mediante una sintesi vocale, da attivarsi dietro pressione di un apposito tasto, sempre per evitare un inutile inquinamento acustico.



Mezzi di trasporto verticale

Per superare dislivelli di quota, i disabili visivi possono utilizzare indifferentemente scale fisse, scale mobili o ascensori. Quando questi diversi mezzi siano presenti nella stessa struttura, sarà spesso preferibile indirizzarli verso le scale mobili anziché verso gli ascensori, sia per il disagio che può provocare in chi non vede, soprattutto se di sesso femminile, il trovarsi in un luogo chiuso e ristretto senza sapere in compagnia di chi si trova, ma anche perché, come accade nelle stazioni delle metropolitane, sovente vi è un solo ascensore, mentre esistono diverse scale mobili per le diverse uscite, con conseguente possibilità di scegliere l'uscita più idonea in relazione alla direzione da prendere successivamente, evitando così attraversamenti di strade spesso pericolose.

Per le scale mobili non esistono particolari requisiti di accessibilità: è sufficiente che il percorso tattile conduca ad esse e che il loro inizio sia segnalato con il codice di

"pericolo valicabile". Un cieco che è abituato a muoversi da solo è sicuramente in grado di individuare anche il senso di funzionamento della scala mobile, dato che prima di salire appoggerà una mano sul mancorrente mobile.

Per gli ascensori, invece, esiste una serie di requisiti di accessibilità per i disabili visivi, alcuni dei quali sono comunque molto utili a tutti:

- La pulsantiera deve essere contrassegnata con numeri e lettere in braille e in caratteri ingranditi e a rilievo per gli ipovedenti e per i non vedenti che non conoscono il braille.

- Il pulsante esterno deve prenotare la chiamata anche se l'ascensore è in movimento (dato che un cieco non può vedere la luce spia).

- Deve essere previsto l'annuncio vocale del numero o della denominazione del piano raggiunto, con l'eventuale aggiunta di altre indicazioni sui servizi presenti a quel piano.

- All'esterno dell'ascensore, in prossimità del pulsante di chiamata e ad un'altezza compresa fra cm 140 e 170, deve essere applicata una targa tattile e visiva che informi sulle destinazioni o sui servizi che si raggiungono ai vari livelli.

- Tutte le indicazioni sopra previste devono essere scritte in braille, in caratteri visivi ingranditi e con contrasto di luminanza rispetto al fondo e in rilievo. Le lettere a rilievo devono avere uno spessore costante e dimensioni idonee per l'esplorazione aptica, in conformità con la norma UNI 8207 sulla segnaletica grafica.

- All'interno della cabina deve essere presente un citofono per comunicazioni di emergenza con il personale di sorveglianza.

- La cabina deve essere dotata di un'illuminazione adeguata.

- Nei luoghi nei quali transitano abitualmente stranieri sarebbe auspicabile che le scritte e gli avvisi vocali fossero espressi anche in inglese.

- Nei luoghi di grande transito, se possibile, per ragioni di sicurezza, valide per chiunque, ma particolarmente importanti per i disabili visivi, la cabina dovrebbe essere controllata mediante un impianto di televisione a circuito chiuso.



Sistemi informativi

Oltre ai segnali e ai percorsi tattili, che forniscono informazioni generiche e una guida direzionale, nei luoghi particolarmente complessi, che sono poi gli stessi nei quali è richiesta l'installazione dei veri e propri percorsi tattili, i disabili visivi hanno bisogno di apprendere la dislocazione dei vari servizi o la direzione da prendere per raggiungere la loro meta. Tale risultato può essere conseguito mediante mappe tattili e a lettura facilitata poste all'ingresso di tali luoghi o all'angolo delle varie strade che sboccano nei piazzali. È importante che queste mappe seguano uno standard comune e che siano orientate nello stesso senso dei luoghi che rappresentano.

Anche i sistemi informativi a raggi infrarossi sono idonei a conseguire tale risultato, ma, a differenza delle mappe tattili, richiedono il possesso di un apposito ricevitore; per tale motivo è necessario che essi siano installati in aggiunta e non in sostituzione delle mappe. Essi comunque non possono mai sostituire i segnali e i percorsi tattili, per la stessa ragione esposta con riferimento alle mappe, ma anche per la maggiore affidabilità di strutture fisiche rispetto ad apparecchi elettronici necessariamente più fragili e soggetti a guasti. Si può infatti tollerare che un cieco debba fare a meno di informazioni aggiuntive, ma non della guida tattile sulla cui presenza ha fatto affidamento nel momento in cui ha deciso di muoversi da solo.



Giulio Nardone



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