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Le monete dell'Euro

Cominciamo a chiarire che in realtà vi sono tre serie distinte di monete sotto il profilo visivo, che è poi quello che purtroppo domina sempre le scelte di chi comanda:

- Serie di monete con valore in unità di centesimi; comprende tre valori: 1,2 e 5 centesimi. Sono di colore rame rossiccio, di misura crescente fra di loro e fabbricate in rame ricoperto d’acciaio. Ma qui la moneta da 5 cent. è più grande dell'ultima della serie successiva, quella da 10 cent. Lo spessore di queste monete è di 1,36 millimetri.

- Serie di monete con valore in decine di centesimi; comprende tre valori: 10, 20 e 50 centesimi. Sono di colore dorato e di misura decrescente, realizzate in una lega denominata " nordic gold", composta da rame, alluminio, zinco e stagno. Tuttavia la moneta da 50 cent. (abituiamoci a questa abbreviazione) è più grande di quella più piccola della serie successiva, cioè quella da 1 euro; ciò per chi ci vede non fa molta differenza, perché l'elemento più immediato per lui è il colore. Lo spessore di queste monete passa da 1,51 a 1,63 a 1,88 millimetri.

- serie di monete con valore intero in euro; comprende due valori: 1 euro e 2 euro. Sono bicolori, in quanto la moneta da 2 è dorata nel cerchio interno (composto da rame, zinco e nichel) e argentata nella corona esterna (costituita da rame e nichel), sul modello delle vecchie 500 lire italiane, mentre quella da 1 è il contrario. Lo spessore di queste monete è di 2,125 e 1,95 millimetri.

Il motivo di tali apparenti anomalie è abbastanza chiaro: se avessero voluto che l'intera serie di otto pezzi fosse di diametro decrescente, per creare fra due monete adiacenti un'apprezzabile differenza di grandezza, la moneta da 2 euro avrebbe dovuto avere il diametro di una tazzina da caffè o poco meno, oppure quella da 1 centesimo avrebbe dovuto essere come una lenticchia.

Usiamo il tatto. Tutte le cose nuove ci appaiono difficili e talvolta sembra che presentino ostacoli insormontabili. In realtà poi l'abitudine e la pratica risolvono quasi tutti i problemi.

In ogni caso due anni fa era già stato suggerito al Presidente del Comitato tecnico euro alcuni espedienti per agevolare i non vedenti e qualcuno di essi è stato utilizzato, almeno in cinque monete. Esaminiamole una per una cominciando anche a dare loro l'equivalente il lire, per affrettare quell'automatismo di valutazione che dovrà pian piano prendere il posto dei calcoli mentali.



un centesimo di euro

    1 cent di euro (2,3 grammi): è la più piccola e leggera delle nuove monete, è di colore rossiccio e corrisponde come valore al vecchissimo 20 lire italiane, per cui sarà una moneta presumibilmente poco usata; un "1" in rilievo è stampato sulla parte sinistra della moneta, che presenta un bordo esterno totalmente liscio. Sul retro della moneta è rappresentato Castel del Monte.

due centesimi di euro

    2 cent di euro (3 grammi): è anch’essa di rame rossiccio recante un "2" stampato in rilievo sulla parte sinistra della moneta; non corrisponde a nessuna vecchia moneta italiana, in quanto il suo valore si aggira intorno alle 40 lire (38,72 per l’esattezza); il bordo sembrerebbe liscio, ma se si mette l'unghia nel senso dello spessore della moneta, come per separare due dischetti, vi accorgerete che vi è un solco al centro del bordo, parallelo alla circonferenza: è l’unica moneta con questa caratteristica. Sul retro della moneta è raffigurata la Mole Antonelliana di Torino.

cinque centesimi di euro

    5 cent di euro (3,9 grammi): è la moneta che corrisponde alle vecchie 100 lire italiane (96,81 per l’esattezza), ed è di rame rossiccio recante un "5" stampato in rilievo sulla parte sinistra; la moneta è poco più larga di quella più grande da 10 centesimi, ma è leggermente più sottile; è comunque la più grande che presenta un bordo esterno totalmente liscio. Sulla parte posteriore della moneta si riconosce il colosseo di Roma.

dieci centesimi di euro

    10 cent di euro (4,1 grammi): è la moneta che corrisponde alle vecchie 200 lire italiane (in verità 193,63); è di metallo dorato e reca un "10" stampato in rilievo sulla parte destra; il bordo esterno è inciso a tacche distanziate tra loro di un paio di millimetri, a mo’ di "colonna antica" e sul modello della moneta da 50 cent, con la differenza che in quella da 10 cent (la più piccola delle due) le tacche arrivano fino sull’orlo della moneta, e quindi si percepiscono semplicemente passando il polpastrello sullo spigolo della moneta. Sul retro della moneta è rappresentata la "nascita di venere" del Botticelli.

venti centesimi di euro

    20 cent di euro (5,7 grammi): il "ventino" di euro ha un valore che non trova corrispondenza con tagli delle vecchia moneta italiana, equivalendo circa a 400 lire (387,25 per l’esattezza); la caratteristica che distingue nettamente questa moneta da tutte le altre è il fatto che sul bordo esterno, totalmente liscio, presenta sette tacche incise a circa mezzo centimetro di distanza l’una dall’altra, che le conferisce il tipico aspetto "a fiore": anche l’unghia più distratta non può fare a meno di riconoscere questa sua peculiarità; il suo colore è il giallo ed un "20" in rilievo è inciso sulla destra della moneta; dal lato opposto è rappresentata invece una scultura del Boccioni intitolata "il simbolo".

cinquanta centesimi di euro

    50 cent di euro (7,8 grammi): il mezzo euro sarà una moneta tra le più utilizzate, visto che corrisponde in valore al vecchie banconote da mille lire (per la precisione, 968,1); il bordo esterno non presenta zigrinature che danno l’effetto di una "limetta", ma è fittamente ondulato grazie a tacche incise ad un paio di millimetri di distanza l’una dall’altra, sul modello della moneta da 10 euro (ma nel 50 euro, la più grande delle due, le scanalature si limitano alla parte centrale del bordo, quindi, passando l’unghia sullo spigolo circolare, lo si percepisce continuo). Anche questa moneta è di metallo dorato presenta la cifra del suo valore stampata in rilievo sulla sua parte destra; sul retro della moneta si trova invece la statua equestre di Marco Aurelio.

un'euro

    1 euro (7,5 grammi): è la moneta che corrisponde all’attuale banconota da 2000 lire (in realtà 1936,27); è costituita da due differenti tipi di metallo, sul modello delle vecchie 1000 lire italiane; un "1" in rilievo è percepibile sulla parte destra della moneta, mentre il bordo esterno presenta una zigrinatura che, grattata con l’unghia, dà una sensazione molto simile a quella che si prova con una limetta metallica per unghie: questa zigrinatura è però alternata a tratti di eguale misura (circa mezzo centimetro) che invece sono totalmente lisci (lo stile è noto come "fraseggio interrotto"). Sulla parte posteriore della moneta, è rappresentato il cosiddetto "uomo vitruviano" di Leonardo da Vinci.

due euro

    2 euro (8,5 grammi): è la moneta più larga, spessa e pesante, ed è l’unica a presentare la zigrinatura con effetto "limetta" lungo l’intera circonferenza; corrisponde a circa 4000 lire italiane (3872,54 per l’esattezza). Questa moneta presenta le medesime caratteristiche costitutive del vecchio 500 lire, presentandosi con il nocciolo centrale color oro e con il bordo color argento; un "2" è stampato in rilievo sulla parte sinistra del fronte della moneta, mentre il lato opposto è coniato con un ritratto di Dante Alighieri, tratto da un affresco di Raffaello.

Tutto quanto detto sulle stampe in rilievo sul retro della monete è da intendersi esclusivamente per quelle coniate e messe in circolazione in Italia, che saranno verosimilmente quelle che capiteranno più di frequente nelle nostre mani, pur essendo libere di circolare con il medesimo valore in tutti i Paesi che hanno aderito all’unione monetaria. I simboli nazionali probabilmente costituiranno un ulteriore punto di riferimento tattile nel riconoscimento dei differenti tipi di monete. A fianco del valore numerico della moneta, sono stampati in rilievo alcuni disegni comuni a tutti i Paesi dell’unione, per la scelta dei quali fu indotto un concorso. I disegni prescelti sono stati quelli del Sig. Luc Luycx, della Zecca Reale Belga, che ha scelto di rappresentare l’obiettivo europeo dell’unità: la serie monetaria con valore facciale più basso raffigura il globo terrestre, con la zona dell’Europa in rilievo, per mostrare la posizione dell’Europa nel mondo; sulle monete con valore facciale intermedio sono raffigurati tutti gli stati membro separati fra di loro, mentre sono rappresentati uniti sulla serie con valore facciale unitario.



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