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Origine e sviluppo della scrittura Braille

Strumenti tradizionali per la scrittura Braille

L'utilizzo del Braille: significato e possibilità

I limiti della scrittura Braille

Problemi relativi alla produzione di testi e materiale in Braille

L'utilizzo delle tecnologie informatiche

La scelta del display Braille

Possibilità e ambiti di utilizzo

Dizionari

La scrittura Braille

Utilizzo della tabella per alfabeto e nomenclatura Braille


Origine e sviluppo della scrittura Braille

Gli esordi: Valentin Haüy

La problematica dell'istruzione ed educazione dei non-vedenti, sorta nel XIX secolo, diede vita ad una ricerca riguardante le tecniche didattiche e metodologiche e la determinazione di mezzi che permettessero al cieco di accedere in modo concreto ed ampio alla cultura.

Valentin Haüy tentò per primo di avvicinare il bambino cieco alla scrittura e alla lettura, attraverso un sistema di ingrandimento a rilievo delle lettere in corsivo ed una loro semplificazione (il carattere veniva letto tramite il dito indice della mano destra).

La lettura però non era abbastanza rapida da permettere una sicura comprensione del testo ed i libri, prodotti in tempi molto lunghi, risultavano costosi, voluminosi e deteriorabili. Non era neppure possibile costituire una biblioteca completa che comprendesse le varie discipline.

Era inoltre impossibile una comunicazione diretta e personale poiché non c’erano molte forme di scrittura.

Fino a questo momento la situazione vissuta dal non-vedente era condizionata dalla difficoltà di accedere in modo diretto all'istruzione.


Da Haüy a Braille

La scrittura ideata da Haüy era rivolta all'interpretazione visiva poiché le sue caratteristiche mantenevano la varietà delle forme, il segno continuo, le lettere delle parole unite. Essa rispondeva ancora alle esigenze della percezione visiva che è rapida, coglie insieme ed organizza strutture via via più complesse rispetto agli elementi basilari.

La percezione di tipo tattile, invece, tende a schematizzare, a condurre gli elementi singoli a forme conosciute, fonde insieme l'analisi e la sintesi, tiene conto soprattutto della struttura geometrica delle cose e le coglie in una forma individuale.

Si poneva perciò la necessità di considerare queste caratteristiche nella lettura e scrittura in rilievo riducendo il più possibile la complessità e varietà delle forme, schematizzando le lettere per favorire un minore sforzo motorio e mentale da parte del soggetto.

La percezione della lettura corsiva in rilievo rendeva necessario sino a dieci movimenti del dito: occorreva giungere ad un unico dato motorio in modo che la percezione e comprensione si realizzassero contemporaneamente.

La linea continua che costituisce il carattere in rilievo fu sostituita (Kleinn-Ballu) da una linea punteggiata.

Questo permetteva al non-vedente di scrivere oltre che leggere, ma permanevano le stesse difficoltà e grossi dispendi di tempo ed energia (cento volte più della scrittura normale).

Restava una scarsa possibilità di accesso all'acquisizione di conoscenze culturali e quindi un analfabetismo strumentale, un'impossibilità ideativa e creativa per la persona.

Luis Braille diede una risposta a questi problemi ideando un metodo nuovo di lettura e scrittura: egli costituì un codice di segni strutturati in modo da produrre le lettere dell'alfabeto, i segni musicali, matematici, permettendo l'accesso alle varie forme di linguaggio culturale e scientifico.


La svolta di Braille

Questo tipo di scrittura risponde alle esigenze della percezione tattile. Lo spazio occupato dalle lettere corrisponde alla percezione simultanea del polpastrello del dito indice. La forma sfruttata è quella di un rettangolo, di 6 millimetri di altezza per 3 di larghezza, nel quale vengono collocati sei punti, disposti in tre file da due punti ciascuno.

Con la composizione dei punti si ottengono sessantaquattro segni. È necessario un solo atto motorio per la percezione e la comprensione della struttura che è prevalentemente geometrica. Inoltre, anche se le lettere sono distaccate l'una dall'altra nel formare la parola, lo spazio rispetta i tempi di movimento del dito e quindi rende possibile una lettura rapida e intelligente della parola nel suo insieme (un terzo rispetto alla lettura normale).

Si apre perciò la possibilità di un'istruzione e conoscenza culturale a qualsiasi livello, che comprende anche lo sviluppo della espressività e creatività. È infatti possibile trascrivere il testo con un metodo Braille, e accostarsi ad esso in modo diretto. Inizialmente questo sistema venne accolto con scetticismo dagli organizzatori ed educatori vedenti perché considerato difficile in quanto profondamente diverso da quello visivo. C'era anche il timore che costituisse un elemento ancor più emarginante per i non vedenti. Attualmente il metodo Braille è utilizzato da tutte le scuole poiché se ne è riconosciuto universalmente il valore.


Strumenti tradizionali per la scrittura Braille

La tavoletta

Lo strumento più semplice utilizzato per scrivere in Braille è la tavoletta. Con essa si utilizza un sistema di scrittura che procede da destra a sinistra, e per la lettura si gira il foglio dal lato opposto, dove la scrittura appare specularmente in rilievo. Il Braille si legge quindi da sinistra a destra, facendo scorrere i due indici sulla riga.

Un lettore che ha raggiunto un certo esercizio raggiunge una velocità di lettura di cinquanta-sessanta pagine all'ora (una pagina di testo in Braille corrisponde a cerca un terzo di una pagina in nero).

La tavoletta consiste in un piano rettangolare su cui sono incise delle scanalature; su di un lato è fissato, tramite delle cerniere, un telaio delle stesse dimensioni. Tra questo e il piano si infila un foglio di carta robusta. Sul telaio si incastra un righello nel quale sono ricavate due file di rettangolini di 7 millimetri per 4. Con un punteruolo si formano le lettere, ciascuna all'interno di una casella. Terminate le prime due righe si sposta il righello verso il basso, fissandolo negli appositi fori del telaio. Si ricomincia una nuova riga e così via, fino al fondo della pagina.

Con la tavoletta è necessario estrarre il foglio se si vuole leggere lo scritto, e occorre rimetterlo poi nell'esatta posizione di prima per poter continuare la scrittura. Questo rappresenta un grave inconveniente poiché il cieco che si accorge di aver fatto un errore trova difficoltà nel correggerlo, dovendo compiere tutte queste operazioni.

Esistono versioni diverse di tavolette per il Braille:

- tavolette tascabili;

- tavolette Marsella, così chiamate dal nome del loro ideatore: al posto della scanalatura presentano l'incavo per i puntini, e consentono quindi una scrittura più regolare.


La dattiloBraille, ovvero la macchina per scrivere del cieco

È costituita da sei tasti corrispondenti ai sei punti Braille, più un tasto per la spaziatura. Rispetto alla tavoletta, la dattiloBraille ha il vantaggio di far conseguire una maggiore velocità, in quanto per formare una lettera che richiede l'utilizzo di più puntini basta battere contemporaneamente i tasti per ottenere, in una sola battuta, la lettera. Con il punteruolo, invece, occorre forare la carta tante volte quanti sono i puntini occorrenti per formare la lettera. Inoltre, per la lettura non occorre girare il foglio, perché la scrittura viene prodotta pronta per essere letta, con una battitura da sinistra verso destra e dal basso in alto.

Le dattiloBraille si distinguono in:

- dattiloBraille a carrello mobile (Marbourg, Ibra, Erika).

- dattiloBraille a testina mobile (Perkins).

Rispetto a quella meccanica, la dattiloBraille elettrica rende meno faticosa l'operazione di pressione dei tasti.

 

L'utilizzo del Braille: significato e possibilità

L'importanza del metodo Braille risiede nella sua universalità che permette al cieco di riconoscere, attraverso i puntini in rilievo, tutto ciò che i vedenti leggono con la scrittura e la stampa in nero. Ha assunto quindi un valore di riscatto morale, culturale ed economico.

Questa codifica della scrittura ha reso possibile il recupero intellettivo dei ciechi permettendo loro lo studio e l'aggiornamento. Inoltre per suo tramite, il non vedente è giunto ad una consapevolezza delle sue possibilità e capacità, che fino a poco tempo fa non gli venivano neppure riconosciute. Il Braille ha costituito il mezzo attraverso cui il non vedente ha potuto accedere alle comunicazioni sociali ed al loro significato storico, culturale e scientifico. Sin dall'età scolare il cieco sviluppa, grazie al Braille, le sue capacità espressive e comunicative, essenziali per una corretta formazione della sua personalità e per il potenziamento del pensiero immaginativo. Vi è infatti un approccio diretto con i testi, in modo personalizzato, e viene eliminata la figura del lettore, creando così scambi comunicativi autonomi. Il Braille consente di prendere appunti, comunicare per iscritto con facilità e rapidità. E' importante come mezzo di cultura ed emancipazione del non vedente:

- per la lettura e la scrittura;

- per le scienze logico-matematiche (grazie ai segni rappresentati è possibile svolgere operazioni matematiche, logaritmiche, algebriche);

- per la musica ( è stato ideato un sistema di punti che corrispondono alle note musicali);

- per il disegno ( tramite i segni punteggiati).

È importante quindi per aiutare il cieco a collegare le sue esperienze, ad esprimere il suo modo interiore, la percezione delle cose che lo circondano e che immagina. Egli può accedere allo studio sin dai primi anni della scuola e intraprendere l'università in vista di una futura professionalità. Il Braille consente al cieco una reale autonomia e gestione di sé.

I limiti della scrittura Braille

Gli strumenti per la scrittura Braille di tipo tradizionale (tavoletta, dattiloBraille) consentono al soggetto una certa autonomia nell'elaborazione di testi scritti, che poi può leggere e verificare personalmente.

L'utilizzo di questi strumenti, efficaci ma semplici, presenta però nel contempo risposte insufficienti ad alcune esigenze, dando luogo ad alcune problematiche.

La scrittura con tavoletta e dattiloBraille richiede più tempo rispetto a quella in nero, e quindi il dispendio di energia fisica e mentale è molto elevato. Inserito in un contesto di vedenti il cieco assume, con l'uso di questi strumenti, un ritmo notevolmente rallentato. In questo modo tali strumenti, pur essendo fondamentali, possono creare una sorta di isolamento poiché, ad esempio, nell'ambiente scolastico il bambino cieco deve "seguire" sempre i compagni invece di "procedere" con loro. L'utilizzo di essi, inoltre, richiede che il vedente conosca bene il codice Braille, poiché diversamente non si può realizzare uno scambio. Quindi, nell'ambito scolastico, i compagni e l'insegnante devono conoscere il Braille per trasmettere e comprendere i messaggi scritti dal bambino cieco; diversamente, la comunicazione dovrà essere mediata. Poiché questo modo di lavorare non è semplice viene meno il lavoro di gruppo, lo scambio con i compagni e la relazione con l'adulto. Questi strumenti inoltre richiedono sempre che il testo in nero venga tradotto manualmente dall'insegnante in scrittura Braille, e questo comporta lunghi tempi di preparazione del materiale, e tempi di attesa da parte del bambino cieco. Inoltre questi mezzi tradizionali non consentono di accedere ad un tipo di informazione grafica a cui accede il vedente, come la lavagna, la scritta su un cartellone, la comunicazione sul video. Queste informazioni devono essere sempre trasferite in forme scritte su carta e tale processo richiede tempo e quindi le informazioni non sono mai disponibili in tempo reale. Per questo motivo spesso si priva il non vedente di queste informazioni, e quindi diminuiscono le sue opportunità di usufruire degli stessi stimoli dei vedenti e di un'informazione il più ricca possibile. Ciò va a scapito del potenziamento delle capacità immaginative e di uno sviluppo culturale completo.

 

Problemi relativi alla produzione di testi e materiale in Braille

Accanto alle problematiche descritte si aggiungono anche quelle relative al libro e alla possibilità di usufruire di esso da parte del non vedente.

Il libro Braille spesso risponde in modo insufficiente alle esigenze culturali e di aggiornamento e presenta dei limiti oggettivi:

- limitatezza delle edizioni Braille rispetto alle produzioni in nero.

- alto costo;

- eccessiva voluminosità;

- facile deteriorabilità nel tempo della scrittura punteggiata;

- assenza parziale di immagini o figure tattili.

Il cieco usufruisce di un numero inferiore di libri rispetto al vedente, e questo costituisce una forte limitazione, perché, quando vuole affrontare un argomento non dispone né dei testi necessari, né dei più recenti.

Anche la ristampa del libro di testo in nero usato dai vedenti in caratteri Braille richiede lunghi tempi per la trascodifica.

Per rispondere a queste esigenze si può ricorrere alla sua sostituzione con la "lettura diretta", tramite cioè audiocassette, metodo che permette l'accesso ad opere di grande mole e difficile reperimento.

Esso ha però un grosso limite: per giungere ad un pensiero corretto e ricco di contenuti, ad una rappresentazione spaziale del contenuto di ciò che si legge, è necessario infatti leggere personalmente. Per fissare i concetti durante la lettura, anche il non vedente deve immaginare e rappresentarsi le parole.

Per ottenere questo occorrono:

- un aumento della produzione dei libri e dei periodici in Braille

- un adeguamento del formato dei libri Braille all'età e alle capacità fisiche dei lettori;

- la possibilità di accedere in modo veloce alla lettura del testo (diminuzione dei tempi di attesa);

- la possibilità di usufruire di materiale aggiornato e relativo a tutti i settori.

 

L'utilizzo delle tecnologie informatiche

Lo sviluppo delle tecnologie di tipo elettronico ha permesso di risolvere numerosi inconvenienti e carenze dei sussidi tradizionali. Questi tipi di ausili sono stati visti in passato e possono ancora essere considerati con diffidenza, come responsabili del crearsi di una dipendenza del non vedente dalla tecnologia. In realtà occorre considerare il fatto che viviamo tutti in una società in cui la tecnica fa parte della quotidianità e ci aiuta ad affrontarla e a progredire. Perché allora negare proprio al cieco la possibilità di sfruttarla? Affinché il non vedente sia adeguatamente educato è possibile e necessario l'uso di alcuni strumenti particolari. Il loro utilizzo non emargina e diversifica il soggetto non vedente, ma anzi migliora la sua socializzazione ed integrazione. Infatti gli ausili elettronici di solito non sono di esclusiva fruizione del cieco ma sono finalizzati proprio a permettere l'accesso ai mezzi più utilizzati dal vedente. Vengono infatti applicati alle tecnologie che normalmente utilizzano i vedenti (es. computer). Questa possibilità ha permesso una maggiore diffusione degli ausili informatici tra i non vedenti con importanti conseguenze sul piano dell'integrazione a tutti i livelli.

 

La scelta del display Braille

L'utente che utilizza il mezzo informatico di solito si trova ad operare con un'unità centrale (computer) ed un'unità periferica (tastiera, schermo, mouse) che ne favoriscono l'interazione. L'elemento comunicativo consiste in caratteri, grafici o diagrammi, emessi tramite stimolo visivo. Nel caso del soggetto cieco, per gestire questo tipo di informazione è necessaria un'unità periferica che dia un output adeguato, tattile (display Braille) e vocale (sintesi vocale). La scelta del display tattile è adatta nelle situazioni in cui vi è la necessità di accedere ad un'informazione chiara e precisa dal punto di vista della percezione spaziale. Permette infatti di rilevare e verificare con precisione l'ortografia, la punteggiatura, il formato della scrittura la collocazione spaziale dei caratteri e delle parole. Questo è facilitato dalla lettura tattile che permette di memorizzare e concettualizzare in modo più efficace. La standardizzazione dei modi di comunicazione, tramite strutture informatiche, dà maggiori opportunità anche al cieco, costretto in passato ad accontentarsi di cognizioni sintetiche, non complete e non aggiornate. Inoltre diviene maggiormente fruibile lo scritto. Su un dischetto magnetico possono essere contenute un numero elevato di informazioni (da 360 a 1400 pagine Braille). Questo solo dato ci può far comprendere come il display Braille paperless possa risolvere il problema della voluminosità dei testi. Con le nuove possibilità aperte si pongono nuove qualità e caratteristiche della comunicazione. L'informazione a cui si accede è di tipo:

- veloce: non c'è più la necessità di trasferire in stampa l'informazione o di tradurre in scritto il contenuto visivo. Ad esempio per una semplice consultazione, basta leggere nel display il contenuto del video, senza stamparlo;

- aggiornata: si viene a conoscenza diretta dei fatti e si rispettano i tempi reali. Non c'è più ritardo nella trasmissione dei messaggi;

- multisettoriale: tutti i settori dello scibile possono essere riportati su supporto magnetico e quindi raggiunti dal cieco tramite display;

- modificabile: il contenuto del video si può modificare, correggere, sostituire, cancellare;

- recuperabile: i dati vengono memorizzati e richiamati quando serve.

 

Possibilità e ambiti di utilizzo

Gli ambiti di utilizzo dei dispositivi a Braille labile comprendono i settori scolastici, lavorativo e sociale. Questi dispositivi consentono la lettura di libri.

Il contenuto del supporto magnetico può essere costituito da uno a più libri di testo. In questo modo il non vedente ha la possibilità di "leggere e sfogliare" il libro, comandando la comparsa sul video della pagina desiderata (per scelte successive: libro, indice, capitolo, pagina). Può usufruire con questo mezzo anche della consultazione di testi ingombranti e vasti come ad esempio quelli dell'enciclopedia o del vocabolario, comandando il tipo di informazione desiderata sulla tastiera e procedendo poi alla sua verifica sull'ausilio tattile.

Già oggi alcune case editrici oltre a fornire il libro su materiale cartaceo, lo rendono disponibile anche su supporto magnetico. Questo permette al cieco di possedere e consultare qualsiasi tipo di pubblicazione reperibile su supporto magnetico.

La matrice tattile con la quale si legge dà anche la situazione spaziale del contenuto del video, che in essa viene riprodotto (parzialmente).

 

Dizionari

Utilizzando un Cd Rom che contiene i vocaboli della lingua italiana ed il loro significato, la ricerca dell'informazione desiderata diventa veloce, attraverso lo scorrimento del testo sul video e la lettura sul display tattile. Se si cerca un vocabolo specifico è possibile digitarlo sul computer ed ottenere la visualizzazione del significato.

Non sono più necessarie consultazioni di testi ingombranti (pensate alle dimensioni di un vocabolario in Braille) che comportano grosse dispersioni di tempo ed energia.

N.B. La tifloeditoria [tiflo = cieco] elettronica deve contemplare tuttavia l'esclusione di tutti i caratteri o simboli grafici che non possono essere rappresentati sul display Braille.


La scrittura Braille

Esempio grafico dei codici per la lettura Braille


Esempio grafico dei codici per la scrittura Braille

Il 4 gennaio è stata ufficialmente proclamata giornata mondiale della scrittura Braille!


Utilizzo della tabella per alfabeto e nomenclatura Braille

I simboli sopra riportati rappresentano graficamente l’alfabeto Braille. Attraverso l’utilizzo di un punteruolo e di una apposita tavoletta è possibile scrivere puntellando per ciascuna lettera in corrispondenza dei pallini neri. Girando successivamente il foglio di carta su cui si è compiuta la suddetta operazione tramite l’uso del tatto si riconosceranno in rilievo i pallini corrispondenti alle lettere dell’alfabeto nella tabella sopra riportata.

I numeri dall’1 al 9 corrispondono alle prime nove lettere dell’alfabeto anticipate dal corrispettivo segno numeri mentre lo zero è rappresentato dalla lettera J.

Davide - Danilo


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