|
|
 |
 |
|
PIANO TERRA IL PORTICO Nel portico-lapidario,
costituito da arcate a colonne con soffitto in legno a cassettoni originali del 1400, sono deposti are, cippi, tombe a cassetta, sarcofagi in pietra databili tra il I secolo a.C. e il IV-V secolo d.C.; sulla parete
fanno inoltre bella mostra di sé vari frontali di camini appartenenti a dimore nobiliari legnanesi del 1500 e 1600. |
 |
SALA DELLE ESPOSIZIONI Nella saletta a piano terra è esposta una intera necropoli, costituita da 39 tombe, rinvenute a San Lorenzo di Parabiago, località poco distante da Legnano, in direzione
Milano. Questa necropoli, scavata dalla Soprintendenza archeologica della Lombardia negli anni 1991 e 1993, non è soltanto testimonianza dei riti funebri in uso nel nostro territorio tra il I secolo a.C. e il II
secolo d.C., bensì documenta gli usi, le abitudini, i costumi delle popolazioni cui le sepolture si riferiscono.
|
 |
Il rito funerario è quello della incinerazione: le ossa combuste venivano raccolte dai parenti entro urne o grandi contenitori per
derrate alimentari (anfore), questi ultimi segati all'altezza dei manici, poi deposti in fosse, delimitate o meno, da "muretti" di ciottoli. I resti del morto erano anche collocati direttamente nella nuda
terra ma sempre accompagnati da quegli |
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
|
|
 |
|
|
oggetti che nella vita più erano stati cari o erano serviti al defunto, il cosiddetto corredo tombale. Il corredo tombale è
composto da oggetti d'ornamento e per la cura del corpo (anelli, bracciali, spille, corallini per collane, specchi, pinzette depilatorie, contenitori in vetro per unguenti e profumi), stoviglie d'uso corrente per la
cucina (pentole, coperchi, brocche etc.) o raffinate per la mensa (piatti, bicchieri, versatoi), strumenti per le attività lavorative (tenaglie, cesoie, compassi, raschiatoi per la concia delle pelli, falci per
potatura, coltelli da macellaio, stili per scrivere, attrezzi chirurgici) nonché nella gran parte dei casi, dalle monete che servivano al defunto per il pagamento del pedaggio per il transito nell'Aldilà. La
ricostruzione dei ritrovamenti più antichi e di quelli recenti effettuati a San Lorenzo di Parabiago e lo studio dei reperti da parte degli archeologi ha consentito di ipotizzare per questa località, come per tutto
|
|
|
|
|
 |
il nostro territorio, nel periodo corrispondente all'epoca romana imperiale (I secolo a.C. - IV secolo d.C.), una distribuzione per piccoli
insediamenti sparsi, posti presso il corso del fiume Olona, con economia prevalentemente agricola e artigianale cui si aggiungeva, come altra risorsa, il commercio. Alcuni reperti attestano infatti la vivacità degli
scambi tra il centro Italia e il nord Europa, dove abitavano i Celti, e di tali scambi beneficiavano in particolar modo i nostri "VICI", situati strategicamente lungo le vie di transito e ai collegamenti tra
il sud e il nord del nostro continente. PRIMO PIANO
SALA DELLA "LOGGETTA"
La sala della "Loggetta" al primo piano conserva materiali disposti per cronologia e per contesti tombali. Gli oggetti testimoniano gli antichi popoli, con le relative culture, che hanno abitato il
territorio a partire dall'Età del Rame (2000/1800 a.C.) fino all'invasione delle tribù germaniche dei Longobardi (VI-VII secolo d.C.) da cui la Regione prenderà poi il nome. |
 |
 |
|
SALONE D'ONORE E SALETTA ADIACENTE Di particolare eleganza è il "Salone d'onore", che raccoglie una pregevole collezione di monete, esposte e catalogate scientificamente, in sequenza cronologica; si
inizia il percorso con le monete in argento e bronzo magnogreche (secoli IV-III a.C.), si prosegue con quelle di età romana repubblicana, imperiale e del tardo |
 |
impero (per tutta l'epoca romana le monete venivano usate per pagare simbolicamente il pedaggio per il defunto che si recava
nell'Aldilà: è il cosiddetto "OBOLO DI CARONTE"); vi sono poi le emissioni bizantine, successivamente quelle coniate dai signori che tennero in loro potere il ducato di Milano e le terre annesse,
prima i Visconti e poi gli Sforza, |
 |
 |
 |
|
|
|
 |
|
|
 |
|
infine le monete riferibili ai secoli XVII - XVIII, quando l'Italia settentrionale fu governata rispettivamente dagli
Spagnoli e dagli Austriaci. In questa sala si possono inoltre ammirare tre grandi tele di un pittore ferrarese appartenente alla corrente artistica del divisionismo, Gaetano Previati, vissuto tra la metà dell'800 ed i
primi del 900. I dipinti riassumono i tre momenti fondamentali della Battaglia di Legnano svoltasi il 29 maggio 1176, probabilmente nei dintorni della città: alcuni Comuni lombardi si unirono in sodalizio (Lega
Lombarda) e giurarono di combattere le eccessive ingerenze pretese dell'imperatore tedesco Federico I di Svevia, detto "Il Barbarossa", nelle loro questioni politiche, sociali ed economiche. Lo
scontro si risolse con la vittoria dei Comuni lombardi comandati da Alberto da Giussano (il cui monumento è ben visibile nella piazza cittadina a lui dedicata), riuniti attorno alla croce, posta su un carro, trainato da
buoi bianchi, |
|
|
|
 |
denominato "CARROCCIO". Anche in questo locale si può notare il bel soffitto in legno a cassettoni dalla ricca decorazione, sempre
proveniente dal maniero dei nobili Lampugnani. Nella saletta adiacente il salone d'onore è stata ricreata idealmente la stanza prediletta dell'abilitazione privata di un collezionista, che lì conserva ed espone i suoi
tesori. Tali tesori infatti, raccolti da un appassionato d'arte, comprendono ceramiche, manufatti in bronzo e in vetro di provenienza varia: Grecia, Magnagrecia, Etruria, Italia Settentrionale che coprono un arco
cronologico ampio: dal IX secolo a.C. al III secolo d.C. In particolar modo però il Museo si caratterizza per la considerevole quantità di oggetti d'età romana provenienti quasi esclusivamente da sepolture. |
|