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Rete Civica
di Legnano

OINOCHE ETROSCO - CORINZIA

E' una brocca per contenere e versare liquidi, realizzata in argilla molto depurata e di color beige molto chiaro. Ha bocca trilobata, corto collo troncoconico, corpo piriforme terminante con un basso piede a tromba. L'alta ansa a bastoncello sopraelevata con due profonde solcature laterali impostata sulla spalla e saldata sull'orlo con due rotelle, sempre in argilla, ed verniciata integralmente in colore bruno.
La decorazione si sviluppa sull'intera superficie del vaso: sul collo, completamente coperto di vernice bruna, sono dipinte tre rosette bianche formate da 8 puntini; sulla spalla graffito un giro di linguette verticali colorate alternativamente con vernice bianca, bruna e rossastra.
La fascia principale del corpo, appena sotto la spalla, presenta una ornamentazione figurata: vi si trovano una pantera, un cervo, un cinghiale, una sfinge, un altro cinghiale ed ancora un cervo; le sfumature nei colori della vernice e le incisioni sottolineano i particolari delle figure degli animali quali i muscoli, i colli, le teste, le penne ecc.
Gli spazi tra un animale e l'altro sono riempiti da piccole e grandi rosette segnate da linee graffite a croce e da motivi fitomorfi.

Particolare del fregio

Oinochoe particolare del fregio

OINOCHOE ETRUSCO-CORINZIA IN ARGILLA GIALLINA.
D ECORAZIONE FIGURATA IN VERNICE BRUNA,
BIANCASTRA E PAONAZZA..
 
PIEDE 8.3, H30.2 .
 INTEGRA

Oinoche

La parete sottostante il fregio con figurazione zoomorfa scandita da alte fasce di colore bruno delimitate da altre pi sottili in vernice paonazza.
Tale esemplare, di buona fattura, potrebbe ricondursi alle produzioni ceramiche etrusche imitanti strettamente forme ed ornamentazioni .tipiche degli ateliers di Corinto, che nel VII sec. a. C. fabbricavano vasellame "fine". La resa stilistica dei motivi decorativi e di alcune figure di animali, per esempio la sfinge, richiamano il

decorativismo del pittore di Feoli, attivo a Vulci nel VII sec. a. C., e della sua cerchia di ceramisti

Oinoche etrusco - corinzia

Particolare della brocca trilobata e dell'ansa sormontate con rotelle laterali del fregio

D. A. AMYX, The Mingor Painter and Others: Etrusco-Corinthian Addenda, in StEtr XXXV, 1967, pp. 87-111; M. MARTELLI, Per il Pittore di Feoli, in Prospettiva 11, 1977, pp. 2-11; D. A. AMYX, Two Etrusco-Corinthian Vases, in Studies in Honour of Arthur Dale Trendall, Sidney 1979, pp.13-19; E. MANGANI, Italia, Grosseto: Museo archeologico e d'arte della Maremma II, CVA, 1986; M. MARTELLI, La ceramica etrusco-corinzia, in AA.VV., La ceramica degli Etruschi (a cura di M. MARTELLI), Novara 1987, pp. 23-30; D. A. AMYX, Corinthian Vase-Painting of the Archaic Period, University of California 1988; J. G. SZILGY, Ceramica etrusco-corinzia figurata, Firenze 1992.

ARYBALLOS E ALABASTRON ETRUSCO - CORINZIO

Aryballos etrusco-corinzio
Sempre alle botteghe di ceramisti etrusco-corinzi potrebbe riferirsi il piccolo e grazioso aryballos che, come l'alabastron, veniva utilizzato per contenere balsami e profumi.
E' realizzato in argilla chiara e presenta orlo a disco superiormente piano, corpo piriforme e piccolo piede a disco.
L'ansa, parzialmente reintegrata, piatta ed impostata dall'orlo alla spalla.
La decorazione sull'orlo costituita da brevi fasce biancastre, brune e rossastre alternate; la spalla ed il fondo sono ornati da un giro di petali in vernice bruna e rossastra, mentre la zona centrale del corpo, delimitata superiormente ed inferiormente da sottili linee circolari dipinte, reca un motivo "a squame" incise con solco di contorno, disposte su cinque file e verniciate alternativamente in colore bruno e rosso. Il piede interamente coperto da vernice bruna. Anche tale esemplare rientra nella categoria degli oggetti di pregio prodotti per i ceti aristocratici etruschi. .
I confronti con materiale analogo e soprattutto la caratteristica decorazione ne consentono l'attribuzione cronologica intorno alla fine del VII e gli inizi del VI sec. a. C

1. ARYBALLOS IN ARGILLA BEIGE CHIARA, VERNICE BRUNA E ROSSASTRA, 4.6, H 9.2 .
 REINTEGRATO

Aryballos e Alabastron etrusco - corinzi

H. PAYNE, Necrocorinthia. A Study of Corinthian Art in the Archaic Period, Oxford 1931; D. MOORE ROBINSON, U.S.A., The Robinson Collection, Baltimore I, M.D., CVA, 1934;  M. CRISTOFANI MARTELLI, Italia, Gela, Museo Archeologico H. PAYNE, Necrocorinthia. A Study of Corinthian Art in the Archaic Period, Oxford 1931;

 D. MOORE ROBINSON, U.S.A , The Robinson Collection, Baltimore  I, M.D., CVA, 1934;  M. CRISTOFANI MARTELLI, Italia, Gela, Museo Archeologico Nazionale I, CVA, 1972; A. EMILIOZZI, La Collezione Rossi Danielli nel Museo Civico di Viterbo, Roma 1974; AA.VV., Gli Etruschi e Cerveteri - Nuove acquisizioni delle Civiche Raccolte Archeologiche, La prospezione archeologica nell'attivit della Fondazione Lerici, Milano 1980; I. FAVARETTO, Ceramica greca italiota ed etrusca del Museo Provinciale di Torcello, Roma 1982, AA.VV., Gli Etruschi di Cerveteri, Modena 1986; A. CHIERICI, Ceramica ertusca della Collezione Poggiali di Firenze, Roma 1988; E. PELLEGRINI, La necropoli di Poggio Buco. Nuovi dati per lo studio di un centro dell'Etruria interna nei periodi orientalizzante ed arcaico, Firenze 1989; E. LIPPOLIS, Catalogo del Museo Nazionale Archeologico di Taranto III,1. Taranto. La necropoli: aspetti e problemi della documentazione archeologica tra VII e I sec. a. C., Taranto 1994; O. DRGER, Deutschland, Erlangen, Antikensammmlung Der Friedrich-Alexander-Universitt 1, CVA, 1995.

Alabastrom etrusco-corinzio
Sempre alle botteghe di ceramisti etrusco-corinzi potrebbe riferirsi il piccolo e grazioso aryballos che, come l'alabastron, veniva utilizzato per contenere balsami e profumi.
E' realizzato in argilla chiara e presenta orlo a disco superiormente piano, corpo piriforme e piccolo piede a disco.
L'ansa, parzialmente reintegrata, piatta ed impostata dall'orlo alla spalla. La decorazione sull'orlo costituita da brevi fasce biancastre, brune e rossastre alternate; la spalla ed il fondo sono ornati da un giro di petali in vernice bruna e rossastra, mentre la zona centrale del corpo, delimitata superiormente ed inferiormenteda sottili linee circolari dipinte, reca un motivo "a squame" incise con solco di contorno, disposte

 

2. ALABASTRON ETRUSCO-CORINZIOIN ARGILLA BEIGE VERNICE BRUNA E ROSSA CON SFUMATURE PAONAZZE,
4.2, H 14.3 . REINTEGRATO

  su cinque file e verniciate alternativamente in colore bruno e rosso. Il piede interamente coperto da vernice bruna. Anche tale esemplare rientra nella categoria degli oggetti di pregio prodotti per i ceti aristocratici etruschi. .
I confronti con materiale analogo e soprattutto la caratteristica decorazione ne consentono

 l'attribuzione cronologica intorno alla fine del VII e gli inizi del VI sec. a. C

H. PAYNE, Necrocorinthia. A Study of Corinthian Art in the Archaic Period, Oxford 1931; AA.VV., Gli Etruschi. Nuove ricerche e scoperte, Milano 1973; A. EMILIOZZI, La Collezione Rossi Danielli nel Museo Civico di Viterbo, Roma 1974; J. G. SZILGYI, Etruszko-Korinthosi Vazafestszet, Budapest 1975; A. MAZZOLAI, Grosseto. Il museo archeologico della Maremma, Grosseto 1977; E. MANGANI, Italia, Grosseto, Museo archeologico e d'arte della Maremma, CVA, 1986.