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7 FEBBRAIO 2017: PRIMA GIORNATA NAZIONALE CONTRO IL BULLISMO A SCUOLA

Pubblicato il 06/02/2017
Martedì 7 febbraio 2017, per la prima volta in Italia, sarà celebrata la “Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”. È stato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) a stilare il “Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyber-bullismo a scuola 2016/2017”. Il documento prevede, in particolare, dieci azioni, dieci programmi di intervento che dovranno perseguire l’obiettivo “Le scuole unite contro il bullismo”, finalizzato alla promozione della coscienza e della conoscenza di comportamenti violenti, della Rete e della “Dichiarazione dei diritti e doveri di internet”, elaborata da un’apposita Commissione istituita dalla Camera dei Deputati. Nell’ambito delle dieci azioni, il MIUR ha perciò istituto questa Giornata in coincidenza con la “Giornata europea della sicurezza in rete” indetta dalla commissione Europea (Safer Internet Day).
«La violenza e l’aggressività all’interno del gruppo di pari - commenta l’assessore alle Attività Educative Chiara Bottalo - rendono la vita faticosa e difficile a molti bambini e bambine, ragazzi e ragazze. L'Amministrazione comunale ritiene di cruciale importanza il lavoro di sensibilizzazione e prevenzione. Desideriamo sollecitare la comunità educante della nostra città ad essere vigile rispetto a possibili fenomeni di bullismo e cyberbullismo e a prevenire il verificarsi  di comportamenti aggressivi tra ragazzi. Ci sono molti film usciti negli ultimi due anni che affrontano questi temi e che sarebbe molto utile vedere con i propri figli o i propri studenti. Ciò che ritengo importante è che domani a tutti, ma proprio a tutti – bambini e bambine, ragazzi e ragazze, genitori e docenti – sia data l’opportunità di sviluppare una riflessione su un tema così importante, perché anche se non siamo noi le vittime o i bulli, la corresponsabilità educativa in questo ambito è collettiva. E non lascia fuori nessuno. Prevenire il bullismo è un diritto per i nostri figli e un dovere per noi adulti».