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A PROPOSITO DI UNIONI CIVILI NEGATE

Pubblicato il 05/09/2016

Nella mattinata di lunedì 5 settembre 2016 è arrivata all’Ufficio Matrimoni del Comune di Legnano dall’omologo ufficio del Comune di Parabiago una richiesta di informazioni circa la modulistica necessaria per poter dare seguito alle domande di unione civile così come previsto dalla recente Legge Cirinnà.

Sempre lunedì si sono presentate davanti al responsabile dell’Ufficio Matrimoni legnanese due giovani donne che avevano inoltrato richiesta di unione civile. Le due donne (T. e Y., queste le iniziali dei loro nomi), come già concordato con l’Ufficio, hanno perfezionato l’iter previsto dalla normativa vigente ed hanno appreso e letto in quella sede, non senza stupore, di essere al centro di una polemica politica.

Secondo un articolo uscito lunedì scorso sulle pagine regionali di un quotidiano locale, le richiedenti avrebbero trovate le porte del Comune di Legnano “chiuse ermeticamente con riferimenti normativi che alle due donne sono sembrate soltanto una serie interminabile di scuse, pur di non giungere al matrimonio”. Hanno inoltre appreso di aver scritto “personalmente” al sindaco di Parabiago “illustrando a parole e con una missiva quanto era loro successo”.

Non sappiamo tramite quali canali il sindaco Raffaele Cucchi sia venuto a conoscenza dell’esistenza delle due giovani e della loro intenzione di legare le loro vite mediante un’unione civile. Ci auguriamo che in futuro il primo cittadino di Parabiago abbia però l’accortezza di verificare con grande attenzione le notizie che gli vengono sottoposte per un commento. Al di la delle differenti militanze politiche, la correttezza istituzionale nei rapporti tra sindaci suggerirebbe una maggiore prudenza.

Tornando nel merito della vicenda oggetto dell’articolo, gli addetti all’Ufficio Matrimonio ed i funzionari responsabili del settore, a partire dall’entrata in vigore della Legge Cirinnà (29 luglio 2016), hanno predisposto la modulistica per la ricezione delle richieste e hanno contestualmente chiesto alle tipografie autorizzate dal Ministero dell’Interno la stampa dei registri necessari alla stipulazione degli atti. Ad oggi possiamo affermare che il completamento dell’iter burocratico è quasi arrivato al traguardo al punto che tra qualche settimana sarà già possibile dare concreta risposta alle quattro coppie che hanno fatto richiesta a Legnano, tra le quali le due giovani al centro - a loro insaputa - di questa sgradevole bufala.     

I Comuni italiani, ad oggi, stanno adeguando i propri regolamenti a quanto stabilito dalla legge. Sinteticamente si possono suddividere in tre categorie: coloro che non hanno avviato alcun iter (e ci risulta che Parabiago sia tra questi), coloro che hanno già predisposto la modulistica necessaria e stanno per concordare le date delle prime unioni (Legnano) e coloro che, forzando i tempi, hanno già formalizzato alcune unioni. Si ricorda che Legnano è stato il primo Comune dell’Alto Milanese ad avere regolamentato le unioni civili con un apposito testo approvato dal Consiglio comunale il 15 ottobre 2013 ed entrato in vigore il 2 gennaio 2014.