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VICENDA ACCAM: I PRINCIPI-CARDINE SEGUITI DAL COMUNE DI LEGNANO

Pubblicato il 21/07/2016

Sulla vicenda ACCAM, nel corso degli ultimi due anni, l’Amministrazione comunale di Legnano ha letto e ascoltato numerosissime dichiarazioni infondate, ingiustificate e non veritiere. Si è sempre cercato di replicare con pacatezza e con razionalità appellandoci al buon senso e alla speranza di essere ascoltati e capiti.

Ribadiamo anche in questa sede i tre principi-cardine che hanno guidato la nostra linea su questo tema:

1) l’esigenza di assicurare l’equilibrio economico, finanziario e patrimoniale dell’azienda;

2) la tutela degli interessi della nostra città e delle quote possedute;

3) la necessità di “fare squadra” con gli altri Comuni.

Proprio al fine di “fare squadra” abbiamo purtroppo dovuto rinunciare ad alcuni obiettivi giusti e legittimi. Ricordiamo, fra questi:

- l’ipotesi di revamping che avrebbe garantito risorse energetiche utilissime per il salvataggio della nostra rete del teleriscaldamento;

- la richiesta di supportare ogni decisione con adeguate e preventive verifiche tecnico-economiche. L’importanza e la necessità di questa verifica, inizialmente snobbata e disattesa dalla maggioranza degli altri soci, viene oggi finalmente compresa in tutta la sia giustezza ed indispensabilità.

L’ipotesi di chiudere l’impianto al 2017 è stata inizialmente da noi contrastata in quanto le elaborazioni fatte dai nostri uffici evidenziavano effetti disastrosi sotto il profilo economico e patrimoniale. Oggi i numeri del bilancio ACCAM danno ampiamente ragione a queste previsioni e tutti i Comuni, anche quelli che – complici le elezioni – non volevano capire questi elementari concetti, oggi accettano la verità dei fatti: la chiusura nel 2017 determinerebbe l’obbligo di abbattimento immediato di tutto il capitale sociale e costringerebbe tutti i soci a rifinanziare le perdite.

Nessuna delle nostre posizioni è stata assunta in contrasto col Consiglio Comunale.

In particolare ricordiamo quanto deliberato dal Consiglio Comunale nell’atto di indirizzo del febbraio 2015 che così recitava: “Richiedere all’assemblea di ACCAM di avviare con la massima urgenza un percorso di verifica finalizzato alla prefigurazione degli effetti che la chiusura dell’impianto potrà generare, sin dal 2015, sulla azienda ACCAM e sui bilanci dei comuni soci”.

Tale richiesta è sempre stata disattesa da ACCAM e solo per il senso di responsabilità sopra richiamato il nostro Comune ha evitato rotture  irreparabili.

In merito alla mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale il 1 dicembre 2015 ricordiamo che quella mozione:

- prendeva atto delle scelte di chiusura al 2017 assunta a maggioranza dall’assemblea dei soci il 6 novembre 2015 con l’astensione del Comune di Legnano;

- vincolava ACCAM alla predisposizione di un piano economico-finanziario per la chiusura al 31 dicembre 2017.

Pochi giorni dopo, con l’approvazione del Piano di razionalizzazione delle società partecipate, il Consiglio Comunale ribadiva che “è in corso la predisposizione del Piano industriale che  consentirà di assumere decisioni definitive sui futuri sviluppi societari”.

Quel piano, nella primavera 2016, è stato finalmente elaborato e mette nero su bianco quanto avevamo sempre temuto: la chiusura dell’impianto al 31 dicembre 2017 genererà danni patrimoniali irreparabili.

Se il Movimento 5 Stelle vuole procedere a testa bassa su una linea che determinerebbe gravissimi effetti per il bilancio dell’azienda e del nostro Comune si accomodi. Ma eviti per favore di piegare la realtà dei fatti a proprio uso e consumo. Parlare come fanno loro solo dei milioni per la manutenzione straordinaria dimenticandosi i milioni delle penali, quelli delle bonifiche e i costi sociali dei lavoratori ACCAM che rimarrebbero senza occupazione - oltre naturalmente al danno che verrebbe generato sui soci dalla svalutazione patrimoniale – significa prendere in giro i cittadini e snobbare indirizzi e vincoli precisi che erano stati condivisi, quelli sì, all’unanimità dal Consiglio Comunale.

Noi non siamo disponibili ad avallare scelte irrazionali e anti-economiche. E, a differenza di quanto dicono e affermano i 5 Stelle, non crediamo di aver agito in contrasto col Consiglio Comunale. Come sopra dimostrato, abbiamo invece operato in piena coerenza con gli indirizzi ricevuti e nel pieno rispetto dei principi-guida del nostro mandato.

Siamo certi che i cittadini, nonostante la complessità e la delicatezza di questa vicenda,  sapranno distinguere le posizioni di coloro che, badando solo al tornaconto elettorale e propagandistico, mettono in secondo ordine l’interesse collettivo e i principi-cardine della buona amministrazione.

E a coloro che avessero ancora dei dubbi ricordiamo la vicenda del sindaco di Parma, Pizzarotti,  eletto per “chiudere l’inceneritore”. Lui, terminata la campagna elettorale e chiamato a governare, ha ben compreso la realtà dei numeri e dei bilanci. Invitiamo perciò i 5 Stelle legnanesi a trarre qualche insegnamento da questa emblematica vicenda.