Comune di Legnano Comune di Legnano Comune di Legnano

 Prenotazione pubblicazione matrimonio on line    Contesto normativo    Riti religiosi    Nulla Osta al matrimonio per stranieri

 

  … Sposarsi inizia con un click …

 

 L'amministrazione comunale nell'ottica di evolvere il proprio modo di lavorare e di offrire nuove opportunità ai propri cittadini, è lieta di presentare il nuovo servizio che consente di iniziare l'iter per la prenotazione di pubblicazione di matrimonio con un semplice click.

 Il servizio, riservato ai residenti, consente di avviare l'istanza di prenotazione di pubblicazione di matrimonio direttamente dal portale comunale.

 Anche le fasi successive, come la richiesta e la produzione di documentazione integrativa, saranno poi gestite  in modalità telematica collegandosi al portale comunale.

 Grazie a questo nuovo servizio sarà possibile presentare la richiesta di prenotazione di pubblicazione di matrimonio per qualsiasi tipologia di   matrimonio sia esso civile o religioso, quest'ultimo nei vari riti previsti dalla normativa italiana.

 In queste pagine puoi avere tutte le informazioni utili e soddisfare le tue curiosità  sull'argomento.

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CONTESTO NORMATIVO

 Le pubblicazioni debbono essere fatte a norma degli artt. 93 e segg. del c.c. (codice civile) e degli artt. 50 e segg. del Dpr 396/2000 (Nuovo Ordinamento dello Stato civile).

 Si riporta il contenuto degli articoli di maggiore interesse:

 Art. 93

La celebrazione del matrimonio dev'essere preceduta dalla pubblicazione fatta a cura dell'ufficiale dello stato civile.

 Art. 94

La pubblicazione deve essere richiesta all'ufficiale dello stato civile del comune dove uno degli sposi ha la residenza ed e' fatta nei comuni di residenza degli sposi. 

A tal fine gli sposi devono compilare il modello di richiesta di pubblicazione di matrimonio, che avvia la procedura, messo a disposizione dall’Ufficiale dello Stato civile richiesto dagli stessi nubendi.

 Art. 96

La richiesta della pubblicazione deve farsi da ambedue gli sposi o  da persona che ne ha da essi ricevuto speciale incarico (si veda anche il seguente art. 50).

 Art. 98

L'ufficiale dello stato civile che non crede di poter procedere alla pubblicazione rilascia un certificato coi motivi del rifiuto. Contro il rifiuto é dato ricorso al tribunale, che provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero;

 Art. 99

Il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno dopo compiuta la pubblicazione. Se il matrimonio non e' celebrato nei centottanta giorni successivi, la pubblicazione si considera come non avvenuta.

 Art. 50

Se la richiesta della pubblicazione di matrimonio e' fatta da persona che, a termini dell'articolo 96 del codice civile ne ha avuto dagli sposi speciale incarico, questo deve risultare da una procura speciale (scrittura privata)  con firma non autenticata. Quando l'incarico e' stato conferito a chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela, basta la semplice dichiarazione orale del richiedente di avere ricevuto l'incarico.

L’Ufficio ha predisposto un modello di procura speciale da compilare personalmente dallo/a sposo/a che intende delegare un’altra persona a richiedere e firmare le pubblicazioni di matrimonio.

 Art. 51

1. Chi richiede la pubblicazione deve dichiarare il nome, il cognome, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza degli sposi; il luogo di loro residenza, la loro libertà di stato; se tra gli sposi esiste un qualche impedimento di parentela, di affinità, di adozione o di affiliazione, a termini dell'articolo 87 del codice civile, se gli sposi hanno già contratto precedente matrimonio; se alcuno degli sposi si trova nelle condizioni indicate negli articoli 85 e 88 del codice civile e che non risulta altro impedimento stabilito dalla legge.

2. L'ufficiale dello stato civile deve verificare l'esattezza della dichiarazione di cui al comma 1 e può acquisire d'ufficio eventuali documenti che ritenga necessari per provare l'inesistenza di impedimenti alla celebrazione del matrimonio.

Questa dichiarazione sarà raccolta dall’Ufficiale dello Stato civile richiesto dagli sposi in un processo verbale che sarà redatto dallo stesso Ufficiale e sottoscritto dagli sposi nel giorno dell’appuntamento, che sarà prenotato dagli interessati dopo che l’Ufficiale dello stato civile gli avrà comunicato che i documenti richiesti d’ufficio, sulla base delle informazioni contenute nel modello precedentemente compilato e consegnato dagli sposi, sono stati acquisiti e non contengono notizie relative all’esistenza di impedimenti di legge alla celebrazione del matrimonio.

Si veda anche il seguente art. 54.

 Art. 52

1. Quando a contrarre matrimonio osta un impedimento per il quale è stata concessa autorizzazione, a termini delle disposizioni del codice civile, uno degli sposi deve presentare copia del relativo provvedimento.

2. Se si tratta di vedova o di donna nei cui confronti è stato dichiarato l'annullamento, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio, l'ufficiale dello stato civile deve accertare se ricorrono le condizioni previste dall'articolo 89 del codice civile.

 Art. 53

Se gli sposi risiedono in comuni diversi, l'ufficiale dello stato civile cui e' stata chiesta la pubblicazione provvede a richiederla anche all'ufficiale dello stato civile del comune in cui risiede l'altro sposo.

 Art. 54

Ricevuta la richiesta della pubblicazione, l'ufficiale dello stato civile redige processo verbale in cui indica l'identità delle persone comparse, la richiesta a lui fatta, le dichiarazioni degli sposi o di chi li rappresenta, la documentazione acquisita, la durata della pubblicazione o se essa e' stata abbreviata o dispensata.

Provvede quindi, all'affissione con atto separato sul quale annota l'eventuale riduzione dei termini della pubblicazione.

 Art. 55 

L’atto di pubblicazione resta affisso presso l’albo pretorio on line di ciascun comune competente almeno otto giorni.

 Art. 57

Trascorsi i tre giorni successivi alla pubblicazione di cui all'articolo 99 del codice civile senza che sia stata fatta alcuna opposizione, l'ufficiale dello stato civile puo' procedere alla celebrazione del matrimonio o a rilasciare il nulla osta al matrimonio religioso o l’atto di delegazione per la celebrazione del matrimonio civile fuori comune ai sensi dell’art. 109 del c.c..

 

IMPEDIMENTI AL MATRIMONO

Art. 84. (Età).

I minori di eta' non possono contrarre matrimonio. Il tribunale, su istanza dell'interessato, accertata la sua maturita' psico-fisica e la fondatezza delle ragioni addotte, sentito il pubblico ministero, i genitori o il tutore, puo' con decreto emesso in camera di consiglio ammettere per gravi motivi al matrimonio chi abbia compiuto i sedici anni.

Il decreto e' comunicato al pubblico ministero, agli sposi, ai genitori e al tutore.

Contro il decreto puo' essere proposto reclamo, con ricorso alla corte d'appello, nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione.

La corte d'appello decide con ordinanza non impugnabile, emessa in camera di consiglio.

Il decreto acquista efficacia quando e' decorso il termine previsto nel quarto comma, senza che sia stato proposto reclamo.

 Art. 85. (Interdizione per infermita' di mente).

Non puo' contrarre matrimonio l'interdetto per infermita' di mente.

Se l'istanza di interdizione e' soltanto promossa, il pubblico matrimonio; in tal caso la celebrazione non puo' aver luogo finche' la sentenza che ha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato.

 Art. 86. (Liberta' di stato).

Non puo' contrarre matrimonio chi e' vincolato da un matrimonio precedente.

 Art. 87. (Parentela, affinita', adozione).

Non possono contrarre matrimonio fra loro:

1) gli ascendenti e i discendenti in linea retta;

2) i fratelli e le sorelle germani, consanguinei o uterini;

3) lo zio e la nipote, la zia e il nipote;

4) gli affini in linea retta; il divieto sussiste anche nel caso in cui l'affinita' deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale e' stata pronunziata la cessazione degli effetti civili;

5) gli affini in linea collaterale in secondo grado;

6) l'adottante, l'adottato e i suoi discendenti;

7) i figli adottivi della stessa persona;

8) l'adottato e i figli dell'adottante;

9) l'adottato e il coniuge dell'adottante, l'adottante e il coniuge dell'adottato.

Il tribunale, su ricorso degli interessati, con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, puo' autorizzare il matrimonio nei casi indicati dai numeri 3 e 5, anche se si tratti di affiliazione. L'autorizzazione puo' essere accordata anche

nel caso indicato dal numero 4, quando l'affinita' deriva da matrimonio dichiarato nullo. Il decreto e' notificato agli interessati e al pubblico ministero.

Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell'articolo 84.

 Art. 88. (Delitto).

Non possono contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali l'una e' stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell'altra.

Se ebbe luogo soltanto rinvio a giudizio ovvero fu ordinata la cattura, si sospende la celebrazione del matrimonio fino a quando non e' pronunziata sentenza di proscioglimento.

 Art. 89. (Divieto temporaneo di nuove nozze).

Non puo' contrarre matrimonio la donna, se non dopo trecento giorni dallo scioglimento, dall'annullamento o dalla cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio.

Sono esclusi dal divieto i casi in cui lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio siano stati pronunciati in base all'articolo 3, numero 2, lettere b) ed f), della legge 1 dicembre 1970, n. 898, e nei casi in cui il matrimonio sia stato dichiarato nullo per impotenza, anche soltanto a generare, di uno dei coniugi.

Il tribunale con decreto emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero, puo' autorizzare il matrimonio quando e' inequivocabilmente escluso lo stato di gravidanza o se risulta da sentenza passata in giudicato che il marito non ha convissuto con la moglie nei trecento giorni precedenti lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Si applicano le disposizioni dei commi quarto, quinto e sesto dell'articolo 84 e del comma quinto dell'articolo 87.

Il divieto cessa dal giorno in cui la gravidanza e' terminata.

 

Celebrazione in un comune diverso

Art. 109.

 Quando vi e' necessita' o convenienza di celebrare il matrimonio in un comune diverso da quello indicato nell'art. 106, l'ufficiale dello stato civile, trascorso il termine stabilito nel primo comma dell'art. 99, richiede per iscritto l'ufficiale del luogo dove il matrimonio si deve celebrare.

La richiesta e' menzionata nell'atto di celebrazione e in esso inserita. Nel giorno successivo alla celebrazione del matrimonio, l'ufficiale davanti al quale esso fu celebrato invia, per la trascrizione, copia autentica dell'atto all'ufficiale da cui fu fatta la richiesta.

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 RITI RELIGIOSI

 In questa pagina trovate le informazioni da sapere per poter sposarsi secondo i riti ad oggi consentiti in Italia.

  • Chiesa Cattolica (link a Chiesa Cattolica.doc· meglio se pdf)
  • Chiesa apostolica in Italia (link a Chiesa apostolica in Italia.doc· meglio se pdf)
  • Chiesa di Gesu Cristo dei Santi degli Ultimi gg (link a Chiesa di Gesu Cristo dei Santi degli Ultimi GG.doc· meglio se pdf)
  • Chiesa Evangelica Luterana in Italia (link a Chiesa Evangelica Luterana in Italia.doc· meglio se pdf)
  • Culti Acattolici Ammessi nello Stato, ai sensi della Legge n.1159/1929 (link a Culti_Acattolici_Ammessi_nello_Stato.doc· meglio se pdf)
  • Sacra arcidiocesi ortodossa d' Italia (link a Sacra arcidiocesi ortodossa.doc· meglio se pdf)
  • Tavola Valdese (link a Tavola Valdese.doc· meglio se pdf)
  • Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (link a Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia.doc· meglio se pdf)
  • Unione delle Comunità Ebraiche italiane(link a Unione delle Comunità Ebraiche italiane.doc· meglio se pdf)
  • Unione Induista Italiana (link a Unione Induista Italiana.doc· meglio se pdf)
  • Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno (link a Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7G.doc meglio se pdf)
  • Assemblee di Dio in Italia

 

DIRITTI E DOVERI CHE NASCONO DAL MATRIMONIO

Art. 143. (Diritti e doveri reciproci dei coniugi).

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.

Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedelta', all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacita' di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

 Art. 144. (Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia).

I coniugi concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa.

A ciascuno dei coniugi spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato.

 Art. 147.

Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacita', inclinazioni naturali e aspirazioni, secondo quanto previsto dall'articolo 315-bis.

 Art. 315-bis (Diritti e doveri del figlio)

Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacita', delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.

Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti. Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di eta' inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacita', alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finche' convive con essa.

 

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NULLA OSTA AL MATRIMONIO

 DOCUMENTI NECESSARI PER RICHIEDERE LE PUBBLICAZIONI E CELEBRARE IL MATRIMONIO IN ITALIA DA PARTE DI CITTADINI COMUNITARI E STRANIERI

(uno per ogni cittadino straniero)

 IL NULLA OSTA AL MATRIMONIO ai sensi dell’art. 116 del codice civile italiano: Tale certificato deve contenere le generalità complete dell’ interessato e la dichiarazione che attesti l'assenza di ostacoli al matrimonio secondo la legge dello Stato di appartenenza (secondo quanto disposto dal parere n. 04377/13 del 24 ottobre 2013 del Consiglio di Stato e circolare M.I. n 24/2013).  Il certificato dovrà, possibilmente, contenere le generalità dei genitori e lo stato civile: celibe o nubile oppure libero/a di stato con l’indicazione, solo per la sposa, della data di divorzio oppure vedovo/a con l’indicazione, solo per la sposa, della data di decesso dell’ex coniuge.

Il nulla osta è rilasciato dalla propria Autorità competente del proprio paese (Autorità diplomatica/consolare in Italia o Autorità locale nel proprio Paese).

Se il nulla osta è rilasciato dall’Ambasciata/Consolato in Italia e questo è rilasciato in italiano, deve essere legalizzato, ove previsto, c/o la Prefettura (quella di Milano ha sede inC.so Manforte - zona P.zza San Babila).

Se invece è rilasciato dalla autorità locale deve essere legalizzato, ove previsto, dal Consolato italiano nel proprio paese e accompagnato da una traduzione in italiano certificata conforme al testo originale dallo stesso consolato italiano oppure, in caso di traduzione in Italia, dal proprio consolato straniero oppure asseverata con giuramento presso la cancelleria di un Tribunale o davanti all’Ufficiale dello Stato civile, ai sensi dell’art. 22 del Dpr 396/2000.

La legalizzazione dei documenti non e’ richiesta per tutti i  paesi che in base ad una convenzione sono esenti o è sostituita da una Apostilla, apposta dall’Autorità competente nel Paese di origine, per tutti i paesi che hanno aderito alla  Convenzione dell’Aja del 5.10.1961.

 

IL CERTIFICATO DI CAPACITA’ MATRIMONIALE, su modello plurilingue (cosidetto internazionale), in applicazione della Convenzione firmata a Monaco il 5/9/1980.

I paesi che hanno aderito alla suddetta Convenzione sono: Austria,  Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia e Moldova (circolare M.I. n. 27/2010).

Per ottenere il Certificato di capacità matrimoniale, generalmente, i cittadini dei suddetti paesi devono fare richiesta al proprio Comune di residenza nel paese di origine o, se residenti in Italia, alla propria Autorità diplomatica o consolare in Italia.

 

      I CITTADINI STATUNITENSI (L. n. 1195/65) e AUSTRALIANI (L. n. 233/02) presentano specifici documenti previsti dall’accordo bilaterale sottoscritto dall’Italia e dai suddetti paesi e recepito dalla suddetta legge italiana.

       I CITTADINI NORVEGESI (Circ. M.I. n. 65/04), SVEDESI (Circ. M.E. del 2010) e POLACCHI (Circ. M.I. n. 33/05) presentano il nulla osta al matrimonio rilasciato dall’Ufficio dello Stato civile del comune di residenza nel paese d’origine.

L’autorità competente al rilascio del nulla osta è, invece, l’Ambasciata o il Consolato del proprio paese in Italia per gli svedesi ivi residenti e per i polacchi che non hanno mai avuto la residenza in Polonia o abbiano lasciato la Polonia prima del compimento dei 16 anni.

Non è richiesta la legalizzazione, se il documento è rilasciato dalla propria Autorità diplomatica o consolare in Italia, che lo rilascia in lingua italiana.

E’ prevista, invece, l’Apostilla,in applicazione della Convenzione dell’Aja del 05/10/1961, apposta sul documento rilasciato dall’Ufficio dello Stato civile del Comune di residenza nel paese d’origine e sulla relativa traduzione in italiano certificata conforme all’originale dal traduttore pubblico o giurato del proprio paese. In caso che la traduzione nella lingua italiana sia fatta in Italia questa potrà essere certificata nei modi previsti dall’art. 22 del Dpr 396/2000.

       I CITTADINI BRASILIANI (Circ. M.I. n. 1/09): Dichiarazione ai fini del matrimonio in Italia rilasciata dalla Autorità diplomatica o consolare in Italia, munita di visto di legalizzazione della Prefettura, ai sensi dell’art. 33 del Dpr 445/2000, secondo il modello allegato alla circolare ministeriale.

        I CITTADINI SLOVACCHI devono presentare la certificazione ai fini del matrimonio in Italia rilasciata dall’Ambasciata della Repubblica di Slovacchia in Roma secondo il modello allegato alla circolare del M.I. n° 29 del 28/11/2011 e legalizzata presso la Prefettura.

        I CITTADINI UNGHERESI devono presentare la certificazione ai fini del matrimonio in Italia rilasciata dall’Ambasciata di Ungheria in Roma o dal Consolato ungherese di Milano secondo il modello allegato alla circolare del M.I. n° 11 del 15/05/2013, legalizzata presso la Prefettura.

        I CITTADINI BRITANNICI: I cittadini britannici residenti nel Regno Unito o in un paese terzo possono produrre, alternativamente, il "Certificato di non impedimento", apostillato e debitamente tradotto in italiano, rilasciato dall'autorità locale del paese di provenienza, e una "Dichiarazione giurata bilingue", anch'essa legalizzata, resa dagli interessati presso un avvocato o un notaio britannici, secondo il modello allegato alla circolare del M.I. n. 6/13 oppure il nulla osta al matrimonio rilasciato dalla Autorità consolare britannica in Italia, secondo il modello previsto dalla circolare M.I. n. 14/13, esente dalla formalità della legalizzazione (Circ. M.I. n. 10/2015). I cittadini britannici residenti in Italia, invece, devono produrre il nulla osta rilasciato dalla Autorità consolare britannica in Italia, secondo il modello previsto dalla circolare M.I. n. 14/13, esente dalla formalità della legalizzazione.

        I CITTADINI FINLANDESI devono produrre, secondo il modello allegato alla circolare del M.I. n. 1/14, il “CERTIFICATO DI CAPACITA’ DI CONTRARRE MATRIMONIO DINANZI AD UN' AUTORITÀ STRANIERA RILASCIATO AI SENSI DELLA LEGGE FINLANDESE”.Si precisa che il certificato, rilasciato dall’Autorità locale in Finlandia, è composto da due documenti: l’originale e la traduzione in italiano. Tutti i documenti devono apostillati ai sensi della Convenzione dell’Aja del 05/10/1961.

        I CITTADINI SIRIANI residenti in Italia devono rivolgersi per richiedere ed ottenere il nulla osta al matrimonio ex art. 116 del c.c. all’Ambasciata della Repubblica araba di Siria a Vienna (Circ. M.I. n. 3 del 24/01/2014). Tale certificato dovrà essere legalizzato dal Consolato italiano a Vienna e tradotto in Italiano  ai sensi dell’art. 22 del Dpr 396/2000, dopo la legalizzazione da parte del Ministero degli Affari Esteri austriaco.

         I CITTADINI LITUANI devono presentare il nulla osta al matrimonio ex art. 116 del c.c. redatto su modello approvato con circolare M.I. n. 2 del 17/01/2014 composto da due documenti, uno scritto in lingua originale e l’altro scritto in lingua italiana (traduzione del documento originale). Tali documenti vengono rilasciati dagli uffici comunali di Stato civile in Lituania e vanno presentati muniti di apostilla di cui alla Convenzione dell’Aja del 05/10/1961.

          I CITTADINI DANESI devono richiedere il nulla osta al matrimonio ex art. 116 del c.c. all’Anagrafe del Comune di residenza in Danimarca secondo il modello allegato alla circolare del M.I. n. 18 del 31/10/2014, composto da due documenti: uno redatto in lingua danese, inglese e tedesco e l’altro in lingua italiana (traduzione del documento in lingua straniera) ed entrambi i documenti vanno apostillati come previsto dalla Convenzione dell’Aja del 05/10/1961.

          I CITTADINI MESSICANI devono presentare il certificato di "Constancia de lnexistencia de Registro” rilasciato dai Registri Civili degli Stati Messicani debitamente tradotto in italiano ed entrambi i documenti devono essere apostillati in applicazione della Convenzione dell’Aja del 05/10/1961

 TUTTI I SUDDETTI DOCUMENTI SE NON RIPORTANO UNA DATA DI SCADENZA INFERIORE HANNO UNA VALIDITA’ DI 180 GG. DAL LORO RILASCIO

 

ART.116 -   MATRIMONIO DELLO STRANIERO NELLO STATO

Lo straniero che vuole contrarre matrimonio nello Stato deve presentare all'ufficiale dello stato civile una dichiarazione dell'autorita' competente del proprio paese, dalla quale risulti che secondo la legge a cui e' sottoposto, nulla osta al matrimonio.

Anche lo straniero e' tuttavia soggetto alle disposizioni contenute negli articoli 85, 86, 87, numeri, 1, 2 e 4, 88 e 89. Lo straniero che ha domicilio o residenza nello Stato deve inoltre far fare la pubblicazione secondo le disposizioni di questo codice.

 Gli stranieri non residenti né domiciliati in Italia, devono comunque presentare il nulla osta di cui all'art. 116 del c.c. e rendere le dichiarazioni di cui all'art. 51 del Dpr 396/2000 ed è necessario attendere il decorso del termine di cui all'art. 99 del c.c., considerato come termine iniziale per la celebrazione del matrimonio.

Art. 22 (Traduzione del contenuto di documenti)

1. Fermo restando quanto stabilito da convenzioni internazionali, i documenti scritti in lingua straniera devono essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana che deve essere certificata conforme al testo straniero dall'autorita' diplomatica o consolare ovvero da un traduttore ufficiale o da un interprete che attesti con giuramento davanti all'ufficiale dello stato civile la conformita' al testo straniero.

Art. 33 (Legalizzazione di firme di atti dall’estero)

omissis

2. Le firme sugli atti e documenti formati da autorita' estere e da valere nello Stato sono legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero.

omissis

4. Le firme sugli atti e documenti formati nello Stato e da valere nello Stato, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente nello Stato, sono legalizzate a cura delle prefetture.

5. Sono fatte salve le esenzioni dall'obbligo della legalizzazione e della traduzione stabilite da leggi o da accordi internazionali.

 RIFIUTO AI SENSI DEGLI ARTT. 98 C.C., 2 COMMA, E 95 DEL DPR 396/2000: i cittadini che non sono in grado di produrre il nulla osta al matrimonio o il certificato di capacità matrimoniale, possono richiedere ugualmente la pubblicazione di matrimonio,ma l' ufficiale dello Stato Civile vi opporrà rifiuto, essendo il nulla osta al matrimonio e il certificato di capacità matrimoniale un documento obbligatorio per richiedere la pubblicazione di matrimonio. L’ Ufficiale dello stato civile rilascerà un certificato contenente le motivazioni del rifiuto a procedere alla pubblicazione di matrimonio e contro il rifiuto dell’Ufficiale dello Stato civile è dato ricorso al Tribunale competente (nel cui circondario si trova l’Ufficio dello Stato civile che ha rifiutato la pubblicazione), che provvede in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero.

 

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LEGENDA:

Dpr 396/2000 : è l’ordinamento dello Stato civile italiano;

Dpr 445/2000 : è il testo unico italiano sulla documentazione amministrativa;

C.C. : è il codice civile italiano;

Convenzione dell’Aja del 05/10/1961 : è la convenzione che prevede, per i paesi che vi hanno aderito, l’obbligo di legalizzare i documenti attraverso la procedura dell’apostilla apposta sul documento originale da parte dell’autorità competente nel paese di origine, da questo designata. L’apostille è un timbro quadrato contenente le informazioni relative all’identità, alla qualità legale e all’autenticità della firma di chi ha rilasciato il documento sul quale è apposta;

M.I. : è il Ministero dell’Interno italiano: le circolari del M.I. si trovano sul sito http://www.servizidemografici.interno.it ;

L. : sta per legge italiana;

Prefettura:  s’intende qualsiasi Prefettura d’Italia. In ogni capoluogo di provincia c’è una Prefettura.

 

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